L’orgoglio d’essere italiano dove sta, se si tollera che un giornale inglese, spavaldo e presuntuoso, The Economist, beffeggia gli italiani invitandoli a non votare Berlusconi, perché tornerebbe a proteggere solo i suoi interessi.
Il giornale inglese non parla, per diritto di cronaca, dei numerosi problemi che interessano gli italiani, si spende, in un modo rozzo e fazioso, a dare voti, ora a Prodi, ora a Berlusconi affinché gli italiani prendano lezioni per come votare.
E’ scorretto, nei riguardi degli italiani, il giudizio espresso dal Corriere della Sera, quando afferma che il giornale inglese è senza pregiudizio e non fa sconti a nessuno.
Un giudizio diverso, il Corriere della Sera non poteva esprimere atteso il carattere altalenante dello stesso giornale. Qual è il potere divino che autorizza tale giornale ad ammonire gli italiani con un sonoro “Basta! E’ ora di mandarlo a casa”, con riferimento a Berl usconi. Si può essere tolleranti fin che si vuole, ma tale presuntuosa ingerenza nella vita politica italiana deve essere spedita al mittente con il fermo invito a chiedere scusa agli italiani per quanto inopportunamente pubblicato sul giornale di questa settimana.
La reazione deve essere unanime: di centro, di destra e di sinistra per dimostrare tutta la maturità e serietà politica, che fanno dell’Italia un Paese civile e democratico.
Domenico Civitano

Carissimo Giampaolo,
secondo me sono due casi molto diversi. Un conto è criticare l’Italia e dipengerla in una maniera macchiettistica e denigrarla e un conto è criticare un singolo uomo politico come Berlusconi(e guarda che Financial Times e The Economist non sono andati leggeri nemmeno nei confronti di Prodi soprattutto nel periodo in cui fu Presidente della Commissione Europea..). I giornali italiani non sono quasi 8 anni che attaccano tutti i giorni Bush usando anche gli argomenti più spregevoli? Per me ogni giornale è libero di criticare qualsiasi governo di qualsiasi parte del mondo. Sta a noi italiani forse cambiare le cose per evitare che immagini come quelle di Napoli siano il nostro attuale biglietto da visita.
Vedi Federico,
non si tratta di essere Partigiani. Si tratta di farsi rispettare, come quando, negli anni ’80, l'”italietta” ebbe il coraggio di redarguire il “DER SPIEGHEL” che la dipinsce con il fotomontaggio SPAGHETTI E P38.
Come ha risposto Domenico poco sotto, il rispetto è dovuto perché sono i CITTADINI (parolache tu – repubblicano – dovresti conoscere bene) italiani che scelgono (passami l’eufemismo contingente) i loro rappresentanti, non i SUDDITI DI SUA MAESTA’.
Ma questa purtroppo è la pecca ed anche la spocchia, della SINISTRA AL CAVIALE, che come da noi – VEDI VELTRONI – è convinta di scegliere il PRESIDENTE DEGLI USA, che va bene per loro, ottenendone come risposta il ritiro dei corispondente del NY TIMES che proprio di destra non è.
Contegno ragazzi, contegno.
Paolo Mercanzin
Non mi sembra che in questi anni l’Economist abbia fatto vincere(o perdere..) molte elezioni. Non stracciamoci le vesti per questioni simili. Le offese vere per gli italiani sono le immagini di Napoli non gli articoli(partigiani o meno..anti-italiani o meno..) del settimanale inglese. Visti i 5 anni di Berlusconi(il quale si presenta per la 5 volta come candidato premier e credo che sia un bel record mondiale considerato che per ben 2 volte è stato pure sconfitto..) pensare che il prossimo governo Berlusconi si spenda molto per gli affari personali del leader di Forza Italia e poco per i problemi reali degli italiani non è un’ipotesi cosi’ irrealistica. E’ come se uno dicesse che un terzo governo Prodi governerebbe un’altra volta male come hanno fatto i due precedenti. Non ci vedrei niente di scandaloso. Poi io non sono quello che utilizza l’Europa o la stampa europea nè come foglia di fico nè come clava verso il prossimo e la sudditanza psicologica di molti media italiani verso costoro è spesso imbarazzante. Ma non parliamo di offese agli italiani please!
Dunque : la Stampa ,come potere mediatico , per affermarsi e mantenersi tale è costretta a titoli e trattazioni clamorose ,sopra alle righe , atte ad attrarre l’attenzione e captare eventuali consensi (per avversione ).Niente di strano per i titoli inglesi .Neppure noi ,mi sembra ,ci risparmiamo ,quando si tratta di dileggiare altri . Quel che invece dovrebbe urtare la “maturità politica degli Italiani “ sono gli articoli dei NOSTRI quotidiani ,che brillano evidentemente per sudditanza esterofila e partigianeria interna .Ed eccessivo rispetto alla divinità della pagnotta ,rispetto alle esigenze dell’informazione.
Del resto troppo spesso la acriticità della lettura ( basterebbe il confronto tra i titoloni di testata ) rafforza l’egoistico e confortante convincimento di essere nel giusto , ostacolando quel minimo di consapevolezza circa la realtà esterna che può essere capace di orientare ,se non dirigere ,le volontà. Sapete bene che non ci sarà “ reazione unanime” . Speriamo solo che l’invito del giornale non faccia solo il gioco di una parte.
Caro Gianpaolo, non è tollerabile l’arroganza, la spregiudicatezza del giornale inglese, nel voler imporre agli italiani come votare. Aspetto una dura e autorevole reazione del Capo dello Stato in difesa della maturità politica degli Italiani. Bettino Craxi, non avrebbe atteso un secondo per redarguire il Direttore di quel settimanale inglese.
Domenico Civitano
DISPREZZO PER L’ITALIA ED I “NOSTRI” STANNO A GUARDARE!
Può anche darsi che sia vero che il Cav. fa solo i propri interessi, anche se può essere dubbio, ma fa schifo pensare che c’è da noi gente che dello “sputtanamento”ne gode e lo propaganda nelle osterie!
Vedi Mimì: questo e niente rispetto a quello che nascondono.
Intanto:
1) quali tendenze ha questo settimanale?
2) chi sono i giornalisti che trattano queste cose?
3) da chi è sponsorizzaatro visto che nei paesi dell’ex area comunista spopola (questo per esperienza VISIVA personale), in bella vista in tutte le edicole?
Torniamo quindi alle cose concrete e come si vuole A TUTTI I COSTI far del male all’Italia.
Delle istituzioni SERIE avrebbero già reagito chiedendo alle magistrature di aprire un’indagine sugli interessi (conflitti) che muovono questo INTERESSAMENTO!