Il Papeete non gli ha portato fortuna. Da quella spiaggia è iniziata la sua sequela di errori e forse il suo declino. In quell’ agosto era elettoralmente fortissimo, aveva stravinto le europee. Ecco il primo sbaglio, quando si ha un consenso così forte si alza la puglia e si chiedono elezioni anticipate. Se no, si fa il buonista e si logora i grillini, ormai allo stremo. Invece il Matteo apre la crisi in agosto sperando in Mattarella, ma soprattutto credendo a chi nella sinistra gli aveva promesso di andare ad elezioni. Non capisce le dinamiche parlamentari, i doppi giochi, le lobby che proteggono Conte. E va sotto. Nasce la maggioranza giallorossa. Si fa umiliare in Parlamento da Conte che lo schiaffeggia inesorabile e lui sta lì come un pugile suonato. In quei casi ci si alza e si esce. Poi pensa di prendersi una rivincita con le elezioni regionali e si gioca il tutto per tutto in Emilia Romagna. Riempie le piazze nei paesini dell’ appennino, ma non nelle grandi città. Sbaglia gli slogan. Parla di liberazione in quella terra dimostrando di non conoscere il territorio. Gli amici di Prodi gli inventano anche le sardine. Tutti contro di lui. E perde, perde male. Nei sondaggi inizia una discesa che non si è ancora fermata. Ed ecco lo tsunami del coronavirus. E la sua Lombardia è al centro della pandemia. Prima invoca di chiudere tutto, poi di aprire. Non è più lucido. Non può neanche fare campagna elettorale. E la sua forza è proprio nel contatto con la gente. Lui è uomo da battaglia. Ma adesso la battaglia è contro la pandemia. In questi casi uno statista tiene botta, non si fa trascinare nelle polemiche. Deve pensare al bene del Paese. I conti si faranno dopo, ora serve unità. Questo vuole la gente. Lui invece si fa trascinare dalla Meloni e sull’ Europa perde Berlusconi. L’ italia è una polveriera pronta ad esplodere. L ‘ autunno sarà caldissimo. Con milioni di poveri e disoccupati. E quando non c’è il pane si assaltano i forni. Il buon Cacciari ha detto che in una situazione conflittuale socialmente Salvini potrebbe riemergere. Zaia e Giorgetti stanno a guardare.
Roberto Caputo

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