I Socialisti, che si richiamano agli uomini del Partito, che hanno caratterizzato, con le lotte ideali e sociali, un secolo di storia gloriosa, devono, in questo momento di crisi organizzativa, unirsi in un solo gruppo deciso a ridare vita al Partito Socialista Italiano, partendo dalla richiesta da rivolgere al Governo e al Parlamento per portare in Italia la salma di Bettino CRAXI, con tutti gli onori dovuti ad uno statista d’elevata statura politica. La richiesta del funerale di stato per Craxi deve rappresentare il momento solenne della rinascita in Italia del socialismo laico, autonomo e riformista, da consegnare ai giovani, dopo il fallimento dell’azione socialista, da addebitare totalmente all’incapacità politica dei dirigenti nazionali dello SDI e del NPSI. Il risultato elettorale del 13 e 14 aprile 2008 è la prova provata che i socialisti italiani non hanno dimenticato l’errore commesso nel 1994, dai tanti dirigenti nazionali, quando impauriti dal minacciato colpo di stato dei poteri forti preferirono abbandonare tutto e lasciare da solo Craxi nella fossa dei leoni di Mani pulite.
Agli errori del 1994 va aggiunto quello consumato da Enrico Boselli, quando ha portato, anche i socialisti del NuovoPSI, nella sinistra postcomunista a sostenere Prodi.
A rendere sempre più nebulosa l’area socialista ha contribuito l’inopportuna operazione politica, concernente la costituente socialista, progettata da chi anelava ad acquistare un pacchetto di voti per personali operazioni di baratto politico. A tal fine furono organizzate le assemblee di Bertinoro (Forlì) e di Chianciano.
La dannosa pretesa di Boselli di organizzare e celebrare un congresso socialista, contro ogni norma statutaria, significa autoreferenziarsi e danneggiare ulteriormente l’immagine del Partito, che deve essere rifatta per opera d’energie nuove e giovanili.
Dai giovani ci si aspetta il superamento delle sigle e siglette, delle fondazioni e delle associazioni sparse un po’ ovunque in Italia. Spetta ai giovani unificare tutti i socialisti, celebrare il congresso straordinario e rimettere in cammino il movimento socialista. Dai giovani si aspetta una dimostrazione di grand’orgoglio socialista e di severo rispetto per quei compagni che seppero fare del Partito Socialista Italiano un grande contenitore ideologico, laico riformista autenticamente autonomo.
Il compimento di tali impegni riporterà sicuramente il Partito Socialista ad essere protagonista nella storia contemporanea e futura con l’orgoglio di essere gli eredi politici di Nenni, Pertini e Craxi.
Domenico Civitano Bitetto(BA)

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