• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il riformismo contro la sinistra parolaia

di Alberto Benzoni | 23 Settembre 2012

E’ meglio pensare a tutele più decenti contro la disoccupazione e il precariato che a battaglie di retroguardia per l’art.18 con annesse invettive contro il “governo dei banchieri”.

Passi il tatticismo e i calcoli elettorali, ma stavolta Vendola, Di Pietro e la compagnia di giro dei “residuati del comunismo” l’hanno fatta proprio grossa. Perché hanno perpetrato una autentica carognata, a danno dello schieramento di sinistra e degli interessi delle persone che dovrebbe difendere. E perché l’hanno fatto in base ad una valutazione politica strumentale e, quel che è peggio, sostanzialmente infondata.
Che si tratti di una cattiva azione è del tutto evidente. Il Presidente della Regione Puglia è certo un paroliere all’occorrenza accattivante, ma magari senza volerlo, non fa più parte della sinistra parolaia bensì di quella di governo e, in questa logica è considerato partner affidabile e prioritario nella politica di alleanze portata avanti, in prima persona, da Bersani. Un’intesa i cui contorni programmatici, sempre nelle intenzioni di Bersani, dovrebbero incentrarsi sulle questioni dell’economia e del lavoro (rispettando così l’agenda Monti, ma con dei contenuti sensibilmente diversi).
A questo punto cosa fa il Nostro ? Aiuta il progetto socialdemocratico di Bersani così da poter partecipare alla sua concreta realizzazione, già nella prima metà del 2013? Al contrario, lo mette in gravissime difficoltà, fornendo argomenti a iosa a quanti puntano, nel Pd, sull’asse con il centro. E tutto questo per arroccarsi con un autentico magliaro della politica e con i rispettabili cultori dell’opposizione e, magari, dell’alternativa di sistema cara a Bertinotti. E per promuovere una vertenza, quella sull’art. 18, che è non solo puramente simbolica, ma anche minoritaria, divisiva e del tutto irrilevante per gli interessi reali del mondo del lavoro. Perché tutto questo?
Evidente il calcoletto elettorale, il primo che viene in mente in un paese di furbastri come è il nostro. Così si prende atto che il governo Monti o, più esattamente, le sue politiche suscitano un generale malcontento, e, passaggio successivo, si ritiene che questo malcontento penalizzerà, in particolare a sinistra, le forze che l’anno sostenuto, in conclusione si prende le distanze agitando la bandierina dell’art. 18, in modo da incassare almeno una parte del voto di protesta. Dopo le elezioni, si vedrà. Strategie vecchie che più vecchie non si può, anche perché messe in atto con una buona dose di malafede.
Ma ciò che interessa sottolineare qui che la loro premessa di fondo potrebbe rivelarsi clamorosamente errata. Perché, guarda caso, nelle consultazioni elettorali del 2012 – ieri in Italia, Germania e Francia e oggi ancor più in Olanda – la tanto disprezzata socialdemocrazia, lungi dall’essere penalizzata dalla protesta operaia e popolare, vede dappertutto rafforzate le sue posizioni, e a danno delle componenti della sinistra radicale (o, più esattamente, parolaia).
Sono quasi cent’anni che i nostri avversari annunciano la nostra morte. Dovevamo finire nella “pattumiera della storia” (Trotzky dixit) perché eravamo di ostacolo alla “rivoluzione che avanza”, e, in epoche molto più recenti, siamo stati destinati alla rottamazione in nome del “nuovo che avanza”. E, invece, queste altrui attese sono risultate regolarmente deluse. E siamo più vivi che mai.
Nessun trionfalismo, per carità. Perché i recenti verdetti elettorali non rappresentano, ancora, una vittoria né per lo schieramento di sinistra nel suo insieme, e tanto meno l’affermazione chiara del progetto riformista e internazionalista su quello radical-populista. Perché ciò avvenga, ci vorrebbe il progetto, e cioè una sinistra di governo con un proprio disegno per l’Europa, e questo non è ancota all’orizzonte.
Limitiamoci allora a constatare un fatto. Che in una situazione di crisi e di incertezza, lo stesso popolo di sinistra tende, anche psicologicamente, a puntare sul possibile, sul concreto, su ciò che è ottenibile e verificabile nella realtà, insomma, a premiare il “consolidato sicuro” rispetto alle prospettive, del tutto inconsistenti, offerte dalla sinistra parolaia. Il che significa, nel caso italiano, attribuire una importanza molto maggiore alla realizzazione di tutele più decenti contro la disoccupazione e il precariato che a battaglie di retroguardia per l’art.18 con annesse invettive contro il “governo dei banchieri”.
Ora, tutte queste cose Vendola (e magari anche Di Pietro) le capisce benissimo. Nella sua scelta suicida c’è allora dell’altro. Parliamo del segno autodistruttivo che percorre tutta la storia della seconda repubblica. Si può cambiare parere per timore dei sondaggi, o dichiarare che Ruby è la nipote di Mubarak per timore di perdere il posto, ma si può anche scappare di fronte alle proprie responsabilità perché non si sopporta l’idea di essere contestati in una manifestazione o deunciati come “venduti” in qualche sito. Si può, insomma, inseguire tutto e tutti, ma con il risultato finale di rimanere soli.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alessandro Noli

    24 Settembre 2012 alle 19:57

    Purtroppo si sta coagulando un soggetto politico composta tra una serie di formazioni populiste di sinistra che pensano di indebolire i riformisti. Vedremo.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti