Nicola Cariglia è stato e rimarrà, per me, un faro di intelligenza e un esempio di educazione. Sapeva ascoltare come pochi. Ascoltava e non dimenticava. Dirò di più, Nicola era persona che non faceva finta di dimenticare. Di questa sua qualità, assai rara, fui subito colpito quando cominciai, giovanissimo, il mio dialogo con lui. Ogni sua risposta era il frutto di una riflessione mai superficiale. Nicola sapeva leggere la realtà e ragionare con profondità straordinaria. È stato, ancora, per me, maestro di responsabilità, di generosità, di pazienza. Ha seguito, per tanti anni, il mio percorso di ricerca sull’esperienza politica di suo fratello Antonio. Lo ha fatto con spirito alieno da ogni intento agiografico e con una discrezione senza eguali. Mi ha accordato, sempre, massima fiducia e massimo sostegno, facendomi capire cosa significa sentirsi liberi senza perdere contatto con la responsabilità.
Nicola, mai una sola volta atteggiatosi a maestro, mi ha insegnato tanto. Forse la cosa più preziosa che mi ha trasmesso e che spero di avere, almeno in parte, recepito è il senso della misura: una lezione che continuerò a portare con me nella mia esperienza professionale e nei rapporti con le persone.
È così doloroso salutarti Nicola. Mi mancheranno i nostri dialoghi telefonici, i nostri messaggetti, i nostri incontri operativi con gli amici della Turati. Che bello è stato vederti costruire il futuro: avevamo ancora degli splendidi progetti da realizzare insieme.
Mi mancherà il tuo modo pacato di sognare.
Ti ho voluto tanto bene Nicola.
Il mio pensiero va alla tua famiglia e ai tuoi amici.
Simone Visciola

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