Ciao Nicola,
te ne sei andato improvvisamente
non riesco ancora a farmene una ragione
mentre ti guardavo, ieri mattina,
con la Grazia e tua figlia che ti accarezzavano.
Nella mia mente scorrevano ricordi recenti e lontani,
tutti scolpiti nella mia memoria, pronti a testimoniare
a chiunque chi era Nicola Cariglia.
Ho con te un debito di riconoscenza personale,
mi invitasti a prendere un caffè al Perseo in Piazza della Signoria,
in quel momento pesava su di me, un episodio di malagiustizia,
una accusa infamante di corruzione
sulla vicenda di Castello, risolta in seguito
dalla Corte di Cassazione perché “il fatto non sussiste”.
Ebbene di fronte a quel caffè mi chiedesti di far parte del CDA della Fondazione Filippo Turati
con incarico nel Direttivo.
Mi torna in mente quando tu Vice-Sindaco e io Assessore nella giunta Bogiankino accompagnammo
Samba, senegalese, al suo primo lavoro di lavapiatti nel bar-ristorante Paskoschi.
La proprietà aveva risposto al nostro appello “togliamoli dalla strada, diamogli un lavoro”.
Sono stato tuo ospite in Kenia e ho visto che aiutavi le famiglie che conoscevi
a pagare la tassa scolastica che altrimenti non se la potevano permettere.
Sei stato un giornalista apprezzato, un bravo amministratore, ma soprattutto un uomo coerente ai grandi valori del socialismo democratico.
Sempre ironico, moderato nel linguaggio e nel comportamento, un fisico esile dietro il quale emergeva una energia straordinaria per la difesa dei diritti e dei doveri Costituzionali.
Ti ho conosciuto nei panni “borghesi” di marito, di babbo, …di nonno, e qui non si discute, sei stato un grande.
Non ci sono mancati i momenti per fare due risate, ho postato la fotografia quando eravamo in Marocco e imitavamo il socialdemocratico ricco che si fa lustrare le scarpe dal povero comunista….
Sei venuto al mio matrimonio la mattina in PALAZZO VECCHIO
E la sera alla festa.
Ci hai salutati con un abbraccio sincero dicendo “vi voglio bene ragazzi”
E anche io ti voglio bene caro NICOLA … con te ho perso un amico.
Graziano Cioni

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