Per un pugno di voti in più, il partito fondato da Umberto Bossi si macchia di un comportamento disumano.

Per un pugno di voti in più, il partito fondato da Umberto Bossi si macchia di un comportamento disumano. Maroni, preso atto che il metodo Salvini paga, ha iniziato a fare a gara a chi le spara più grosse. Questi personaggi, che per fortuna non rappresentano la stragrande maggioranza degli italiani, che sono notoriamente conosciuti nel mondo come un popolo ospitale, fanno ricorso ai sentimenti più retrivi, radicati in una minoranza di persone ignoranti e cattive. Questi “signori del Nord” hanno dimenticato i milioni di italiani emigrati nel Sud e Nord America, da 150 anni a questa parte. Ad incominciare dall’Argentina, che ha la maggioranza dei suoi abitanti di origine italiana, con passaporto per il nostro Paese. Per non parlare delle centinaia di migliaia di persone, che dal Sud sono andate a lavorare in Belgio, Francia e Germania. Sì, la Germania, che ha accolto gli italiani offrendo loro condizioni dignitose alla fine degli anni ’50, inizi anni ’60. Ed è esattamente quello che dovremmo fare noi. Passata la moda del federalismo e del secessionismo (Padania libera…) che evidentemente non paga più, Salvini e Maroni vogliono far crescere il partito stimolando i sentimenti negativi dei nostri connazionali; un metodo che ha pagato alle ultime elezioni regionali. Purtroppo, le brutte pagine non si cancellano con un colpo di spugna dalla storia di un popolo. La Germania porta ancora sulle sue spalle il peso morale della persecuzione degli ebrei e della seconda guerra mondiale, così come l’Italia non potrà mai ignorare che Mussolini e il Re hanno firmato le leggi razziali. Maroni e Salvini non sono né Mussolini e né Hitler, ma le loro trovate contro gli immigrati, stanno facendo il giro del mondo e non verrano facilmente dimenticate. Il danno che ci stanno procurando in termini d’immagine, sono incalcolabili. Vorremmo proprio vedere Maroni o Salvini, lontani dai palazzi del Nord, impegnati in prima linea, al posto del sindaco di Lampedusa, con le persone e le istanze, quotidianamente presenti nel suo ufficio, con tutta la loro drammaticità.

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