
La vittoria di María Corina Machado al Premio Nobel per la Pace 2025 segna un punto di svolta nella lunga e travagliata storia politica del Venezuela.
E tuttavia il sospetto che anche la scelta del nobel per la pace sia diventata una questione diplomatica nel 2025 é evidente…
Molti vedono in questa scelta una sorta di prenotazione al nobel 2026 per l’autocrate americano.
É certamente fondamentale la lotta per la democrazia in Venezuela, quella lotta che il premio nobel Maria Corina Machado da anni sta conducendo pagando di persona con carcere e persecuzioni.
Tuttavia qualche timore vi è sul futuro di quel Paese, ammesso che la sua lotta si concluda positivamente magari nelle urne di una votazione democratica.
L’autocrate americano che sta distruggendo la democrazia negli USA, é lo sponsor del cambiamento di regime in Venezuela e certamente non in chiave democratica.
Ma é ormai evidente che la democrazia, come metodo di convivenza civile, non è più l’orizzonte di questo mondo.
D’altra parte questo mondo non sa che farsene della libertà, dell’uguaglianza, della fraternità, della separazione dei poteri, del popolo responsabile come soggetto depositario di ogni legittimazione dei governi.
Della coscienza civile, perfino.
L’autoritarismo e la dittatura sono le autostrade di una oligarchia plutocratica sempre più padrona degli Stati, da quelli democratici, con gli USA in testa, in occidente a quelli ex collettivisti in Russia a quelli simil-comunisti in Cina.
Il Cerbero sta vincendo la sua partita ed ormai sta facendo strame dell’umanità, del mondo e del Pianeta.
E la sua partita la sta vincendo occupando gli spazi non più presidiati dalla Democrazia e dal Liberalismo da un lato, dal Socialismo e dal Comunismo dall’altro.
Dalla società civile in generale.
Quella che si è formata in cinquemila anni di storia.
Al neo premio nobel per la pace va quindi espresso l’augurio di concludere con successo la sua lotta per la libertà e la democrazia in Venezuela insieme a quello di saper riconoscere i nemici della democrazia che si propongono con sguardo truce e voce ultimativa come futura sponda, e che sponda, della sua vittoria.
É tempo, ahimè, che comincino a nascere i comitati per la difesa della democrazia.
Ovunque, anche dove la democrazia sta sopravvivendo.
Anzi a cominciare proprio da lì.
In Europa, in America e dovunque il mondo aveva raggiunto la convinzione che la democrazia fosse l’orizzonte necessario per perseguire pace, sviluppo, libertà e felicità. Perché proprio lì, come dappertutto, avanza il pensiero autoritario.
Con esso si afferma la addirittura ed il gusto per essa in uno con la scelta del popolo.
Non è una parentesi della storia.
É il nuovo corso della storia.
Esso si avvale della micidiale potenza economica e tecnologica dei magnati, oligarchi, iper capitalisti di stato che hanno concentrato nelle loro mani la ricchezza ed il potere del mondo, privandolo di ogni sponda critica capace di tenere in all’erta popoli ed individui.
Han sostituito l’informazione con la propaganda.
Han riscritto la storia.
Han rovesciatola realtà.
Han trasformano la falsità in religione e la verità in eresia.
Il desiderio di popoli ed individui di crescere ed affermarsi con dignità ed autonomia è stato sradicato e sostituito con l’aspirazione ad essere mantenuti.
Han minato la cultura riducendola in spazi sempre più asfittici se lo stesso Premio nobel per la letteratura 2025 il cui nome impronunciabile è László Krasznahorkai, avverte che la fine della letteratura non è solo prossima ma auspicabile se non obbligata.
László Krasznahorkai maestro dell’Apocalisse ha vinto il premio nobel in quanto “nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte” han scritto ad Oslo.
E László Krasznahorkai ha affermato a margine del premio che l’orizzonte obbligato della letteratura è …sparire magari praticando l’eutanasia.
I nuovi padroni hanno infatti imposto il proprio interesse come base del nuovo approccio creativo oltre che come base del diritto internazionale.
Han trasformato le alleanze in coorti fidate con l’obbligo dell’obbedienza se il presidente degli Usa può permettersi di minacciare impunemente di cacciare chi non si sottomette ai suoi ordini.
É esattamente la dottrina dell’autocrate americano che in queste ore ha invitato la NATO ad espellere la Spagna per non aver accolto il suo diktat.
Il pianeta stesso, lo spazio, sono oggetto di appetiti insaziabili e privi di ogni freno per magnati, oligarchi, iper capitalisti di stato.
I popoli sono stati trasformati in supporter e sventolatori di palloncini e bandierine… che poi qualcuno spari o si spari, ci sta… é un prezzo sopportabile. Un fanno collaterale… dicono.
Ai popoli vengono assicurati sussidi e concorsi a premi, tombole e lotterie in cambio dell’applauso a comando e della rinuncia alle elezioni…
Chi va più a votare oggi?
Chi andrà più a votare nel futuro prossimo, ossia domani?
E dunque benvenuta Maria Corina Machado nelle ridotte della democrazia.
Abbiamo bisogno di gente coraggiosa che sappia distinguere la democrazia dall’autocrazia ed i destini del mondo dai destini di dittatori ed autocrati.
Non sarà facile.
Ma sarà di sicuro indispensabile perché la civiltà non muoia per sempre.
Antonio Corvino

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