• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il popolo ed il birignao

di Chiara Boriosi | 25 Febbraio 2014

renzisenatoEh, Signora mia, non son più quei tempi felici delle convergenze parallele, quando non si capiva nulla di quello che diceva un politico ma ci si sentiva più contenti, perchè ci pareva che quei signori – tanti distinti, eh, così ammodino – che portavano tutti lo stesso abito scuro ed avevano tutti lo stesso taglio di capelli, fossero all’altezza del loro ruolo proprio perchè erano incomprensibili, tutti uniti nell’intento di mostrarci, con il loro oscuro linguaggio, che la politica non era roba per noi, poveri ignoranti, che dovevamo solo firmare deleghe in bianco e pagare le tasse.

Bei tempi, quando s’andava in ferie cullati dai governi balneari, che non s’è mai capito bene chi li avesse votati, ma di certo erano lì, per il nostro bene, a vegliare sul nostro meritato riposo, prima di entrare nell’immancabile autunno caldo, seguito dalle trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, e dalle manifestazioni di piazza. Sì, bei tempi, quando i governi portavano il nome del Presidente del Consiglio seguito da bis o ter, che non era una corsa di cavalli ma un modo elegante e per nulla imbarazzante – no, allora non ci si imbarazzava di nulla, grazie al cielo –  di definire i rimpasti. Ah, quei bei rimpasti decisi fra correnti, consorterie, chiese e massonerie, mica dal popolo eh, che rimpastando rimpastando, decennio dopo decennio, sono diventati un terrificante mappazzone, lievitato come un masso, a colpi di sprechi, debito pubblico, spese allegre, e gettato senza rimorso alcuno sulle generazioni a venire. D’altronde, gli assenti hanno sempre torto e quindi devono pagare pegno, no?!

E noi si continuava a non capirci nulla, però ci si sentiva ricchi ad ogni nuova infornata di assunzioni statali, ad ogni rifinanziamento della Cassa del Mezzogiorno, ad ogni aumento di stipendio dei parlamentari, ad ogni pensione d’oro concessa ai boiardi di stato – si spendeva a piene mani, e vuoi mettere la soddisfazione di sapere che la Calabria, da sola, aveva più forestali del Canada, si provava un orgoglio esagerato ad essere italiani, piccoli sì, ma secondi a nessuno.

E quel nostro Parlamento brulicante di partiti, a decine, il paradiso della moltiplicazione democratica al gran banchetto del finanziamento pubblico, come era figo rispetto a quello di certi paesi, tristi e anche un po’ ignorantelli, che con due, massimo tre forze politiche, facevano governi che non cadevano, non rimpastavano, non balneavano, e già allora allevavano strani personaggi con la fissa un pò infantile di volersi far capire dal popolo. Macchè, noi si andava avanti benissimo nel nostro caos di eccesso partitico, che trovava però un ordine preciso sul linguaggio nebbioso dei tavoli, delle commissioni, dei convegni, delle fondazioni, tutti rigorosamente per addetti ai lavori, tutti compatti nelle loro oscure formule alchemiche, tutti sempre impegnati a scambiarsi fra loro nell’eterno gioco delle poltrone, così compresi della loro importanza, così consapevoli della nostra ininfluenza da farsene beffe come i Re delle favole con i loro giullari.

Eh, Signora mia, quelli eran tempi, gran tempi, quando a nessuno sarebbe venuto in mente di accendere la televisione, la radio, o altre diavolerie che oggi ti permettono di seguire tutto ovunque ti trovi, per ascoltare il discorso del Presidente del Consiglio al Senato o alla Camera – non è roba per casalinghe, benzinai, baristi, studenti, impiegati, camionisti, rappresentanti, gente perbene e capace di stare al proprio posto, che sapeva aspettare la traduzione in italiano comprensibile che sarebbe stata fornita con calma dai telegiornali lottizzati, dai commentatori dei giornaloni delle lobbies, insomma da quei serissimi addetti ai lavori, autentici cervelloni la cui missione nella vita era spiegare il politichese alle masse.

Oggi, no, oggi ci imbarazziamo, mica di tutto quello che abbiamo fatto, e peggio non fatto fin qui – no, per carità, chè, parafrasando il poeta, il migliore dei rimpasti è quello che non abbiamo ancora fatto, ed il più bello dei partiti è il centesimo che riusciremo a far entrare in Parlamento.

No, oggi ci imbarazziamo perchè capita di andare a comprare le sigarette e la tabaccaia, che segue in streaming in Rete il discorso di Renzi al Senato, ti dice incazzata: “oh, ma questi senatori che lo sanno d’esser lì a rappresentare noi?! E allora perchè dicono che il Renzi dovrebbe parlare a loro invece che al popolo?! E quei cornacchioni di giornalisti, chi credono di essere a criticarlo perchè s’è capito anche noi quello che ha detto?! Anche il Papa ha imparato a farsi capire, che lo sanno questo?!”.

Eh, Signora mia, succede che il popolo scopra all’improvviso che le convergenze parallele forse somigliavano troppo da vicino alle prese per i fondelli, che i rimpasti con i bis ed i ter ci sono sempre stati ma andavano bene a tutti, che il Senato è il vero alieno, e non chi parla ai cittadini. E che il birignao intellettuale sia più imbarazzante per chi lo esercita che non per chi lo subisce sapendo d’aver ragione. Perchè la tabaccaia lo ha capito, i senatori invece no, i commentatori men che meno, eppure non battevano ciglio quando volavano i tacchini. Sì bei tempi quelli, davvero, ci hanno portati sull’orlo del fallimento ed han partorito i grillini, ora però questo alla tabaccaia glielo spiegate voi, eh.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    1 Marzo 2014 alle 14:24

    Chiara, dimenticavo, chiedi alla tua tabaccaia cosa ne pensa delle dichiarazioni, seguite dal contrario, di Renzi. Diceva che bastavano 10 ministri, che già 12 erano troppi, e che meno della metà dei sottosegretari erano anche troppi?!?
    Tra il dire e il fare…..ma anche tra i fatti e i sogni, c’é un oceano, sarebbe interessante avere il parere, sui fatti al contrario, tuo e della tabaccaia (io le bufale che disse nel 2012 contro Bersani me le ricordo, ma evidentemente la memoria a volte è manchevole).

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    1 Marzo 2014 alle 07:17

    Con Bergoglio, Marzio, si sono già accordati, invece di rivedere i Patti lateranensi ormai fuori da ogni logica, il bigghebanghe del Nostro comincia con l’esentare 25 immobili della chiesa dalla Tasi, confermando la natura catto-comunista. Questo pure è il destino dell’Italia, ma ora Super Bigghe lancia il Sister Act, pardon, il JobbeAtte (ma deve aver visto un po’ troppo Mazinga Z ?!?) e come per miracolo la disoccupazione sparirà. Pero’ c’é da dire che è assolutamente vero, ha già trovato lavoro alla Madia e alla Boschi, roba che se non c’era lui chissà che facevano….

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    28 Febbraio 2014 alle 01:44

    Questi qua son politici di cartapesta, arrivano con una fiammata e con la medesima se ne vanno, è toccato a tutti i sindaci “geni”, loro pero’ eletti, e finiti in disgrazia. Credo che la frase di Andreotti abbia perso di credibilità, per me il potere, la smania di potere e l’estasi di se stessi, logora chi lo prova.
    Le belle ricettine di Renzi già osannate nel Globo dovranno essere realizzate, non si sa con quali denari, il problema è che l’Italia è una ditta ormai fallita, come Roma. Tutti questi prodotti (Renzi, Grillo, Berlusconi…) sono il frutto del fallimento Italia, e finché ci si ostina ad osservare il dito senza vedere cosa sta indicando, non si va lontano, né da qualche parte, anche Alice nel Paese delle Meraviglie dovrebbe capirlo.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    27 Febbraio 2014 alle 16:51

    Di cosa ti lamenti Paolo? Da furbo di tre cotte qual è, il nostro oltre a riscrivere l’assetto dello stato, dare lavoro a milioni di disoccupati, e fare la legge elettorale, ” pro domo sua”, si preoccupa pure di migliorare i turni in sanità, lucidare gli F35, dare due consigli a Bergoglio su un’interpretazione più veloce di Francesco, dico il santo, che a guardar bene la faccia mica ce la mise tutta, sempre a frignare, e soprattutto nessun senza pragmatismo. E poi come a ” Voyager “, il nostro ha in serbo per noi molto, molto di più. Insomma: ” Agli avanzi ci pensa Renzi! ” e guarda che po’ po’ di slogan gli regalo. Il Duce che trebbiava il grano o picconava i quartieri da demolire era davvero un ingenuo a confronto. E non disturbare Chiara, che è nella fase più delicata della sua esistenza, a caccia dei fatti renziani col retino per le farfalle. Bucato.

    Rispondi
  5. Paolo Francia

    27 Febbraio 2014 alle 12:03

    Questa credo che sia da segnalare …..’Segnalatemi i problemi a matteo@governo.it‘ ahahahahahahah, oltre che la decenza si è superata persino la follia. Ci eravamo sbarazzati di Berlusconi e delle sue bufale, e queste qua sono ancora migliori. Lo vedremo con cappello da cuoco, elmetto cantiere, camice medico, un kit completo! Dai, forza, segnaliamo i problema, Chiara comincia tu, che tanto Matteuccio con lo stipendio da primo ministro hai voglia il tempo che ha per risponderti, e tu Marzio, segnala il problemino a Matteino, siamo solo qualche miliione, con la velocità che si ritrova anche due problemi, o come alla COOP, invia tre problemacci a Matteaccio risponderà almeno a due….forza….!!! Promozione valida solo fino al 5 marzo, affrettatevi!
    Solo un black out ci libererà di lui, una volta tolta la corrente……a proposito di elettronica, io fossi in lui farei un primo provvedimento, divieto di entrare in aula a Montecitorio con quella monnezza di telefoni, schermi, tablettes, ma si puo’ vedere questi attaccati con l’occhio e il ditino alle tastiereè?!? No, non si puo’ sopportare….aspetta che devo preparare qualcosa per cena, invece della Laurito scrivo a Matteino….

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    26 Febbraio 2014 alle 19:28

    Durante la grottesca visita a Treviso, abbiamo beneficiato dell”annuncio renziano sulla necessità di rinnovare il patrimonio scolastico, proprio da parte di uno che notoriamente passa le notti in bianco tormentato dai problemi della cultura. I media servili e lecchini si sono subito prostrati davanti a simile pensata, che in realtà spera di portare dalla sua i milioni di aspiranti Fonzie al bivacco sui banchi di scuola. L’esordio renziano rassomiglia ai primi giorni di Bergoglio, mi aspetto che sostituisca l’autista dell’auto presidenziale, o che si fermi insieme a lui per farsi una spaghettata, mentre reporter e giornalisti gli strisciano intorno con le ginocchiere. Mi meraviglia molto che il Senato insultato non lo abbia interrotto per interrompere poi la presidente, i questori e i commessi. Dove era il famoso sughero socialista Nencini? A farsi la barba alla toilette? Il leader che si rivolge direttamente al popolo per snobbare le rappresentanze parlamentari opera una vecchia tattica un po’ stupidella che non diventerà mai strategia, ma che comunque stuzzica sempre gli utili idioti. Molto tempo fa parlai del nostro come d’un Peron informatico. Ci siamo. La vera antipolitica strisciante la fa Renzi, non Grillo. Ma va’ a farlo capire a Napolitano.

    Rispondi
  7. Paolo Francia

    26 Febbraio 2014 alle 14:01

    Sull’orlo del fallimento, politico e morale, ci ha fatto andare questa manovra di palazzo, l’ennesima, per di piu’ vile perché fatta passare come migliore delle altre con lo specchietto per le allodole del “dialogo coi cittadini” del venditore di pentole di turno (da Berlusconi a Renzi, ovvero la credulità colpevole).
    Si certo, rimpiangiamo i tempi nei quali almeno la politica aveva una parvenza di stile e spessore ora perduto, forse per sempre, e per dirtela tutta rimpiango persino Bersani e i suoi tacchini. Sicuramente rimpiango Letta.
    Persino Berlusconi si rimpiange.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti