
La Stagione 2026/27 degli Amici della Musica è iniziata alla Pergola in maniera scoppiettante e all’insegna delle “contaminazioni” con il trascinante concerto dell’ensemble Il Pomo d’Oro, cui si univa Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e, fra le altre cose, noto esploratore di generi musicali diversi, spesso con l’utilizzazione di strumenti musicali antichi, elettrici o di sua invenzione (citiamo fra tutti un violoncello di ghiaccio). Insieme al Pomo d’Oro e al musicista Vanni Moretto – qui in veste di contrabbassista – Sollima ha dato vita ad un programma assai originale, nel quale le musiche della celebre icona del rock Frank Zappa si confrontavano e intrecciavano con quelle del compositore settecentesco milanese Francesco Zappa, oltre che con brani degli stessi Sollima e Moretto, in una sequenza di 14 pezzi ben studiata ed equilibrata nell’alternanza e nelle contrapposizioni stilistiche. Emblematica, in tal senso, l’esecuzione, nella parte centrale del programma, dei tre movimenti della Gran Sinfonia Concertante di Francesco Zappa, non presentati consecutivamente, bensì contrapposti ai tre tempi di Zappa’s Revenge di Vanni Moretti, frutto di una sorta di volontà postuma di rivincita del compositore settecentesco nei confronti del suo omonimo “saccheggiatore di manoscritti” americano.
Al di là dell’interessante gioco di confronti e contrasti stilistici, il concerto è stato molto godibile per la bravura tecnica e interpretativa di tutti gli strumentisti – una decina, con varie formazioni a seconda dei pezzi, fra archi, oboi, corni e clavicembalo – , guidati con perizia ed entusiasmo dall’istrionico Sollima, che ha offerto, come di consueto, uno straordinario saggio delle sue doti virtuosistiche, in particolar modo nel brano di apertura, la sua Intersong I, e in quello finale, una rilettura dello stesso violoncellista siciliano di Wild Love di Frank Zappa.
Entusiasmo alle stelle del folto pubblico, che è stato generosamente ripagato con un paio di bis, dopo che i musicisti avevano dato vita ad un’impegnativa esibizione di oltre 80 minuti consecutivi, particolarmente sfiancanti anche da un punto di vista fisico per Giovanni Sollima.
Luca Summer

Lascia un commento