Il controcanto dei liberali toscani è reso necessario dalle scelte di questo governo, che ben lungi dall’abolire quanto ci sia davvero da abolire, da privatizzare quanto ci sia davvero da privatizzare per ridurre il debito pubblico e dare nuova liquidità alle casse dello Stato, va ad intervenire proprio su un settore dove persino gli americani, di spirito ben più liberista di noi, lasciano la gestione ai municipi.
Il PLI toscano aderisce alla raccolta di firme – promossa dal comitato “acqua pubblica” – per l’abrogazione del decreto Ronchi relativo all’erogazione dei servizi idrici. Decreto che di fatto attua la privatizzazione di un bene primario per eccellenza, quale l’acqua, senza le dovute garanzie sulla qualità dei servizi e sul contenimento delle tariffe. Presupposti, in assenza dei quali, non si può parlare di vere liberalizzazioni. A maggior ragione nel caso delle risorse idriche.
Il rischio concreto è che si costituisca un monopolio privato – e già in base al decreto le spa del settore sono obbligate a cedere, entro il 2015, il 70 % delle quote azionarie a privati – senza le dovute garanzie per i cittadini.
Il decreto non scioglie il nodo della separazione netta fra regolatori e regolati, creando piuttosto i presupposti affinché sia accentuata la debolezza dei primi nei confronti dei secondi.
Il PLI toscano nega che l’acqua possa giuridicamente considerarsi una merce qualsiasi, dalla quale si possa trarre profitto alla stregua delle altre ; e invita i cittadini a firmare questo referendum abrogativo, cosicché la questione sia rinviata al Parlamento e le Camere possano finalmente discutere una materia così delicata, affrontata dal governo con un troppo sbrigativo “voto di fiducia”.
IL PLI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI ILLIBERALI
Il PLI toscano aderisce alla raccolta di firme – promossa dal comitato “acqua pubblica” – per l’abrogazione del decreto Ronchi relativo all’erogazione dei servizi idrici.

Ma chi ha l’idea di privatizzare l’acqua ha mai letto o avuto informazioni sul liberalismo?