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Il più Amato…

di Mauro Del Bue | 6 Maggio 2012

Che sia stato chiamato a provvedere alla moralizzazione dei partiti (dopo i casi Lusi e Belsito) fa anche un certo effetto e deve suscitare una certa soddisfazione ai socialisti.

Non stupisca che ancora una volta dall’armadio emerga il profilo esile del dottor Sottile. In un Paese in cui il ministro degli Esteri, certo ex ambasciatore Terzi, annuncia la posizione italiana a proposito della detenzione della Timoscenko affermando testualmente “Credo che la Merkel non parteciperà ai campionati europei”, può ancora succedere di tutto. E così trovo perfino naturale che si ricorra ancora a lui, al presidente, ministro, sottosegretario di quasi tutti i governi italiani degli ultimi trent’anni, eccezion fatta per quelli di Berlusconi, col quale però il nostro seppe mantenere un ottimo rapporto a tal punto da essere candidato dal leader del centro-destra niente meno che alla presidenza della Repubblica. Con l’incarico ad Amato almeno si ritorna a un pò di sano professionismo. Adesso Giuliano è solo consulente e questa funzione è per lui nuova e mai prima d’ora sperimentata. Per il resto Amato le ha fatte davvero tutte. Prima giornalista, docente universitario e dirigente politico di secondo piano, nel Psi e poi nel Psiup, ancora nel Psi come giolittiano legato dal 1976 alla rivista Mondoperaio, poi craxiano di ferro e architetto della grande riforma prospettata da Craxi nel 1979, deputato proiettato dal segretario del Psi a Torino nel 1983, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei due governi Craxi dal 1983 al 1987, poi ministro e presidente del Consiglio dopo il 1992. Distaccatosi da Craxi dopo Tangentopoli, si avvicinò a Segni e Martinazzoli nel 1994, poi si accordò con D’Alema e ne divenne ministro e fu ancora presidente del Consiglio dopo le dimissioni di quell’altro. Ancora ministro nel secondo governo Prodi del 2006-2008, fu bruciato da Napolitano alla carica di presidente della Repubblica solo perché meno organico di quell’altro alla storia degli ex comunisti. Ogni volta che lasciava un incarico annunciava il suo ritiro dallla politica, divenendo così il politico “più ritirato” della storia dell’Italia. Lo vedevi fotografato mentre giocava a tennis e si lasciava andare a qualche intervista su Eta Beta e sul futuro del mondo, sempre pronto a ripartire e ad annunciare nuovi ritiri. Craxi, in uno dei momenti di irritazione e di cupa solitudine della sua permanenza ad Hammamet, lo volle definire “un professore a contratto”. A me ha sempre impressionato per la sua fredda intelligenza e la sua profonda cultura. Certo non possedeva l’istinto politico, dotato com’era di scarso intuito. Dopo la caduta del muro e nel giorno in cui Occhetto sfornava la svolta della Bolognina mi disse: “Non cambia nulla”. Questa carenza, paradossalmente, divenne però la sua forza. Perché ha potuto trasferirsi con una certa credibilità dalla schiera dei politici a quella dei tecnici (è stato anche candidato con Letta a ministro del governo Monti) e adesso dei supertecnici. Di lui si può dire tutto. Magari anche accostarlo ad Andreotti e al suo antico detto “Il potere logora chi non ce l’ha”. Il ché oggi è davvero fuori moda in mezzo mondo, visto che il logoramento del potere è quasi inarrestabile ovunque. Tranne per lui, il più Amato. E che sia stato chiamato a provvedere alla moralizzazione dei partiti (dopo i casi Lusi e Belsito) fa anche un certo effetto e deve suscitare una certa soddisfazione ai socialisti. Dopo quel che è accaduto al Psi, del quale Amato era uno dei massimi dirigenti..

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

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