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Il più “votabile” e la confusione degli altri

di Fabrizio Binacchi | 1 Febbraio 2015

Non credo ci saranno troppi prezzi da pagare sul piatto della governabilità, perché come ha già detto Renzi  un conto è il Colle con l’arbitro e un conto è gestire il governo. 

mattarella-6753Una volta si cercava il più “notabile”, nei giorni scorsi Renzi ha cercato e trovato il più “votabile”. E c’è riuscito. La grande mossa è stata tutta lì. E gli altri sono andati in confusione, a cominciare da Forza Italia e dal Nuovo Centro Destra. Sergio Mattarella, Ppresidente, era il più votabile, come ho scritto già giovedì notte, perchè al di là dei pregiudizi e delle tattiche era ed è il profilo costituzionale, istituzionale e culturale, oltre che umano, che più si “attaglia” alle esigenze di questo momento politico e della prospettiva istituzionale. Avrebbero dovuto capirlo subito Fi e Ncd. Ma si sono fermati alle apparenze. Dalla Prima Repubblica alla Terza senza passare “troppo” dalla infausta seconda. Un salto evidente nei contenuti e nei modi, come si vede già dalle passeggiate silenziose e riservate di queste prime ore e come si vede dalle tre-parole-chiave-tre che ha usato nel primo sintetico puntuale ma non laconico primissimo messaggio: difficoltà, speranze, concittadini.

Gli altri si sono trincerati dietro il solito “metodo”, litania nostalgica proprio da primissima Repubblica. In realtà per alcune formazioni la confusione ha portato alla frantumazione e per altre alla conversione. Non credo ci saranno troppi prezzi da pagare sul piatto della governabilità, perché come ha già detto Renzi  un conto è il Colle con l’arbitro e un conto è gestire il governo. Ci sono state le tre mosse vincenti per Renzi, e il Pd non sarà più quello di prima, ci sono ferite da  suturare in zona Berlusconi e Alfano, e Forza Italia e NCD non saranno più quelli di prima, ci sono sentieri interessanti per una prospettiva di pacificazione che parte proprio dalla forma “nuova presidenza”. Stagione interessante. E come dice uno che di stagioni si intende come l’ex ministro Cirino Pomicino: “Non avevo dubbi che sarebbe diventato Mattarella presidente della Repubblica, perché con quelle socialista e comunista l’unica cultura politica che ancora può produrre risultati è quella democristiana”. Amen. Riusciranno Mattarella e Renzi a farci superare e dimenticare i guai e i sensi unici della seconda Republica? Bella domanda. Intanto godiamoci l’inizio di una nuova stagione tra “difficoltà e speranze” e  col disincanto di cittadini che già ne hanno viste di tutti i colori.

Pubblicato in : CornerBlog, Editoriale

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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