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Il piano inclinato di Conte e i 5 stelle

di Marco Mayer | 19 Luglio 2022

Giuseppe Conte deve ancora  dimostrare ai suoi di essere il loro vero leader. È ancora nell’ angolo perché Grillo non vuole mollare la sua informale, ma preponderante posizione di numero uno del Movimento. 

E non c’  è  solo l’ ombra di Beppe Grillo, anche Di Battista, Casaleggio junior e ovviamente Luigi Di Maio sono per Conte  fastidiose spine nel fianco sia pure dall’esterno. 

Se come Francesco Damato  ha scritto su Startmag, la crisi si sposterà in Parlamento per Conte non sarà facile in nessun caso. 

Se mantiene i suoi ministri e i 5 stelle restano in maggioranza sarà accusato per l’ ennesima volta di aver abbaiato alla luna.

Se decide di uscire passerà per l’ irresponsabile che ha provocato una crisi di governo in piena emergenza (guerra, pandemia e inflazione).

Per quanto riguarda i 9 punti del documento presentato nel recente incontro con Draghi Conte ha ripreso quasi testualmente alcune delle principali richieste sindacali al governo nella speranza di invertire il brusco declino del consenso popolare dei 5 stelle. 

Ma a sinistra la Cgil di Landini non ha alcun bisogno o interesse di farsi rappresentare da Conte.  I sindacati dialogano direttamente con Draghi ed un accordo è possibile sin dai prossimi giorni.

Ma ci sono  soprattutto due  posizioni di Giuseppe Conte che appaiono indifendibili e che forse – almeno  a mio avviso –  dimostrano una qualche  ingenuità politica  dell’ attuale capo politico dei 5 stelle.

Tutti sanno che da mesi  la Guardia di Finanza è sottoposta ad un notevole stress per i provvedimenti del 110% tali e tante sono le ipotesi di  truffa segnalate a macchia d’ olio in tutto il paese. Le stime più prudenti parlano di almeno 6 miliardi di euro di ricavi fraudolenti.

Come può un movimento come i 5stelle  nato da una rivolta morale contro la corruzione fare del 110% una sua bandiera? 

La seconda posizione  assai discutibile di Conte é  la seguente. In una intervista al quotidiano El Pais ha dichiarato testualmente: ” l’ Ucraina ha armi a sufficienza”. 

Qualunque cosa si pensi della guerra e delle sanzioni,  affermare che l’ Ucraina dispone di  armi sufficienti per respingere l’aggressione dalle forze armate russe è semplicemente una fake news,  la sproporzione (anche semplicemente numerica)  tra le forze in campo è un dato di fatto che nessun analista si sogna di mettere in discussione. 

Perché Conte ha fatto questa affermazione? Un errore di superficialità? O voleva dare un segnale? Forse temeva la concorrenza di Alessandro Di Battista volato a Mosca dopo aver ottenuto il visto in tempi cosi’  rapidi? 

Di Battista peraltro da mesi spinge dall’ esterno perché i 5stelle provochino.la crisi di governo in Italia. 

La Via della Seta, il tweet di Trump a “Giuseppi”  e ora l’ ignoranza sulla consistenza delle forze in campo in Ucraina hanno fortemente indebolito il profilo internazionale di Giuseppe Conte.

Le informazioni errate sull’ Ucraina e la difesa del 110% (con le sue megatruffe) non  sembrano grandi argomenti per spiegare agli italiani una crisi di di governo in un momento  così difficile. Quel che appare certo  è che comunque vada  i grillini continueranno a scivolare su un piano inclinato. 

Marco Mayer

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: 5 stelle, beppe grillo, consenso, crisi, crisi di governo, dichiarato, draghi, emergenza, euro, forze armate, governo, intervista, italia, movimento, nato, parlamento, provvedimenti, sindacati, speranza

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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