• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il piano del neo-premier? sa di (vecchia) sinistra non liberale ma iniquo

di Paolo Marini | 16 Marzo 2014

Questo programma è talmente di sinistra che rischia di spaccare ulteriormente la società tra ‘outsiders’ ed ‘insiders’, tra soggetti più o meno ‘protetti’ e soggetti spesso del tutto privi di qualunque copertura.
renzipianocasaIl ‘piano’ per il lavoro e la crescita del neo-premier ha avuto il proprio battesimo la scorsa settimana. Trattasi per il momento di un programma, di un memoradum di propositi (per quanto presentati con efficace determinazione) in cui si preannuncia una riduzione fiscale che dovrà portare circa 80 euro netti medi in busta paga in più ai lavoratori con redditi annui fino a 25 mila euro lordi e riguarderà esclusivamente il lavoro dipendente e assimilato (cocopro) mediante il meccanismo delle detrazioni (o, in alternativa, del taglio ai contributi previdenziali). Si tratterebbe di un investimento di circa 10 miliardi di euro.
Prescindendo dagli altri profili evidenziati in modo più o meno critico (tempi realistici, coperture e quant’altro) vorrei limitarmi ad osservare che l’annuncio è già una precisa scelta di campo – di cui per la verità non siamo sorpresi.
Non siamo sorpresi anche se il Renzi proviene da una regione che dovrebbe avergli insegnato qualcosa. In Toscana le indagini più recenti (tra cui Excelsior, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro) evidenziano un ulteriore ridimensionamento del lavoro dipendente e i dati sull’occupazione diventano positivi solo se si passano al setaccio le imprese da 50 addetti in su, quelle che in un sistema caratterizzato da micro-impresa diffusa rappresentano (per quanto significative possano essere le correlate realtà aziendali) una netta minoranza. A livello di imprese il 2013 si chiude con un saldo positivo di circa 1.000 imprese (28 mila nuove imprese e 27 mila cessate) ma il dato quantitativo, si sa, nulla dice circa la solidità, la vitalità dei soggetti imprenditoriali neo-nati, accompagnandosi comunque ad una crisi crescente del mondo artigianale, alla perdita verticale di imprese nel settore agricolo – oltre che nell’edilizia. Uno spicchio del Paese ormai distante anni luce dalla realtà degli anni ’60-’70, che ci racconta un quadro socio-economico in profondo e strutturale mutamento, che ridisegna la mappa del benessere e dello sviluppo, dell’inclusione e dell’esclusione sociale.
Possiamo dire che l’Italia da tempo è transitata in un’economia post-fordista, con lenta (nei decenni) ma inesorabile decadenza della grande industria (la parabola di Fiat ne rappresenta il paradigma) e una perdita di centralità del modello tradizionale di lavoro salariato. Anche sul piano legislativo – a partire dalla ben nota legge Treu (del 1997) e a proseguire con le successive – questo mutamento ha trovato un riconoscimento in istituti giuslavoristici in parte inediti, in parte adattati – per quanto in modo spesso maldestro e burocratico – alle rinnovate esigenze dell’economia e della società.
E’ ormai un universo sociale ‘consolidato’, tutt’altro che ignoto alle istituzioni! Quello dei lavoratori fuoriusciti e non più rientrati nel circuito occupazionale, dei giovani e giovanissimi al loro esordio nel mondo del lavoro, di artigiani e piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti, insomma del popolo delle partite Iva, del lavoro autonomo, artigiano e della piccola impresa, messo in ginocchio dalla crisi, inviso al sistema delle banche e del credito, invisibile alle cure delle istituzioni pubbliche (tranne che al fisco e agli enti previdenziali), sempre più angustiato nel presente (a livello economico e sociale) e privo di prospettiva (si pensi non solo all’attività nel breve-medio termine ma anche all’iniquo assetto previdenziale, per il lungo termine); non è questo, per lo più, l’universo sempre più sgomento dei nuovi esclusi, di cui neppure la politica che si vende come la più coraggiosa intende intercettare bisogni ed istanze? Non sono dunque tra costoro molti di quelli che la politica, la legislazione, la propaganda, con decenni di scelte mirate, hanno contribuito a relegare nell’invisibilità/’intoccabilità” sociale? O si pensa che questo universo sia invariabilmente composto da sciacalli-evasori senza scrupoli, da un popolo da emarginare e fare oggetto di riprovazione sociale e di cui è perciò lecito dimenticare, quando si tratta di fare cose importanti, perfino l’esistenza?
Il programma del neo-premier è stato giustamente definito di ‘sinistra’, (io aggiungo) nel senso di ‘conservatore’, come è vero che il conservatorismo è (da sempre) la cifra della sinistra in Italia, invariabile al mutare dei suoi protagonisti collettivi (partiti) e individuali (leaders). La pretesa-malintesa ‘rivoluzione liberale’ del neo-premier reca il segno inconfondibile della propria origine e della propria destinazione anzitutto culturali; un mondo che (r)esiste evidentemente immutato nella visione di burocrati, sindacalisti e politici che hanno fatto fortuna, in passato, sul modello fordista e che non vogliono assolutamente farne a meno. Un mondo che è strutturalmente opposto agli obiettivi di equità e di solidarietà che pure afferma di voler perseguire, perché congenitamente opposto all’idea di ‘aprire’ le finestre di una società vieppiù chiusa, di liberarla dalla cappa opprimente di un sistema divenuto vecchio e superfetato (su sé medesimo), di scommettere sull’individuo, sul singolo piuttosto che trincerarlo nei recinti della paura, del solidarismo, della coercizione e della irresponsabilità.
Questo programma è talmente di sinistra che rischia di spaccare ulteriormente la società tra ‘outsiders’ ed ‘insiders’, tra soggetti più o meno ‘protetti’ e soggetti spesso del tutto privi di qualunque copertura. La sinistra italiana – anche con il suo leader non ancora quarantenne – continuerà a perseguire una visione iniqua e duale della società, così come attesta la decisione di innalzare il livello delle detrazioni per una parte di italiani piuttosto che abbassare le aliquote fiscali per i redditi bassi/medio-bassi di tutti i cittadini (come primo step di un possibile progetto di ben più ampio respiro teso a ridimensionare drasticamente la Pubblica Amministrazione e a pervenire ad un ribasso di tutte le aliquote).
Si dovrebbe augurare buona fortuna al neo-premier ma, se questa è l’alba della sua esperienza di governo, quando il sole sarà alto non troveremo affatto un’Italia più libera, fiorente, equa.

Pubblicato in : Editoriale

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti