• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Pd e la questione liberale

di Angelo Giubileo | 28 Ottobre 2012

All’interno della sinistra e in particolare del Pd, la questione liberale esiste ed è allo stato ancora irrisolta.

Sul piano politico, e poi economico, esiste una questione che per la sinistra italiana appare oggi ancora irrisolta, ed è la “questione liberale”. Il problema della mancata risoluzione della questione, come già più volte da me evidenziato in precedenti articoli, affonda le radici nella concezione marxiana della “struttura” in quanto essenzialmente preordinata a quella di “sovrastruttura”, così come emerge brevemente dal testo qui di seguito riportato: “Nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, […] che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, […] alla quale corrispondono determinate forme sociali della coscienza. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza” (K. Marx, Per la critica dell’economia politica. Prefazione, in Opere complete di Marx-Engels, Roma, Editori Riuniti, vol. XXX, p. 298).

Viceversa, a fondamento di ogni concezione moderna di stampo liberale è posto il principio dell’autonomia del soggetto agente, nella formulazione che attraverso l’interpretazione kantiana si può validamente così riassumere: “(agisci in modo tale che) la tua volontà possa, in forza della sua massima, considerare se stessa come istituente nello stesso tempo una legislazione universale”. Nell’ambito delle due diverse interpretazioni, emerge quindi il nodo ed il contrasto su quale sia il fattore, emergente dal caos, pre-ordinato alla decisione politica: il fattore economico-materiale, considerato in un’ottica prevalente di sistema, o non piuttosto la volontà stessa del soggetto, considerata viceversa in un’ottica prevalentemente individualista,  di determinare, in entrambi i casi, la decisione politica.

L’epoca attuale, nella quale viviamo, direi che favorisce una lettura della realtà sempre più di matrice kantiana; mentre, per quanto concerne l’attualità politica nostrana, direi anche che la questione è stata opportunamente introdotta e riproposta, nell’ambito del dibattito in corso nella sinistra italiana, dalla Carta d’intenti del Pd, sottoscritta poi da Sel ed il Psi, in particolare laddove è scritto che “i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con le forze (del centro liberale), sulla base della loro ispirazione costituzionale ed europeista …”.

Ma se così stanno realmente le cose, dovremmo necessariamente argomentare che la componente liberale sarebbe oggi considerata estranea dalla sinistra, anche se tatticamente o strategicamente funzionale alla realizzazione di un nuovo patto, costituzionale ed europeo, che viceversa si renderebbe necessario!

Se così stessero davvero le cose, dovremmo chiederci ancora quale ruolo, ma sarebbe il caso di dire meglio, quale funzione strategica compete allora all’interno del maggiore partito della coalizione, il Pd, innanzitutto all’area liberal rappresentata da Morando, e poi ad altre molte istanze in parte rappresentate dall’area MoDem di Veltroni e tanti altri, e per finire all’area che il giovane candidato sindaco alle primarie, Matteo Renzi, dice di voler rappresentare. Nell’intervista a La Stampa del 22 scorso, parlando al plurale, egli sostiene infatti: “non siamo il brutto anatroccolo della famiglia di sinistra, siamo nella tradizione blairiana, in quella dei democrat americani. Siamo di sinistra anche noi”. In breve, concluderei piuttosto dicendo che, all’interno della sinistra e in particolare del Pd, la questione liberale esiste ed è allo stato ancora irrisolta.

D’altronde, in un recente saggio del dicembre 2011, edito in Italia da Laterza, dal titolo “Il potere dei giganti”, il politologo e sociologo Colin Crouch si chiede perché la crisi non ha sconfitto il neoliberismo. A tale proposito e sovente al fine di tentare di uscire dalla crisi, nel corso di questi anni si è sviluppato un ampio dibattito sull’opportunità di rifinanziare la crescita in Europa, e in particolare nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria, attraverso le ben note ricette del modello macroeconomico elaborate da Keynes. Eppure, “l’economia keynesiana aveva un tallone di Achille: le tendenze inflazionistiche del modello, dovute al suo meccanismo a senso unico azionato dalla politica” (Crouch, ibidem, pagina 17). Com’è dimostrato peraltro dalle esperienze fallimentari di gran parte dei nostri governi pubblici, sia locali che nazionali, degli ultimi venti-trent’anni circa. Un sistema di potere che, in ogni caso, ha favorito sull’intero territorio e soprattutto al Sud un’economia di apparato, centralista e improduttiva, fatta di società miste, partecipate, in house, etc., finanziata costantemente da politiche di deficit spending!

Se, storicamente, si è posto e si pone, in Italia oggi più di ieri, l’attenzione sull’intero fenomeno, visto sia localmente che nel suo complesso di sistema politico nazionale, allora dobbiamo riconoscere che il merito è ed è dovuto agli approcci delle teorie neoliberiste. Oltre al fatto acclarato che, sempre storicamente, i movimenti neoliberisti hanno sempre offerto maggiore libertà di scelta alla gente, che si suol dire, comune. Non vorremmo certo rimpiangere i tempi andati della Dc, della Chiesa preconciliare, della RAI monopolista, etc., tanto per fare solo dei facili esempi! E pertanto possiamo ben dire in definitiva, che senz’altro in Italia la questione liberale merita ancora oggi di essere proposta e riproposta, nel tentativo suggerirei di introdurre al sistema misure improntate ad un maggiore tasso di responsabilità, sia individuale che collettiva, libertà d’informazione, libera concorrenza, divisione dei poteri, privatizzazioni (quelle vere), meritocrazia, etc., fino all’opportunità, se non ancora la necessità in tempi pervasi dall’antipolitica, di garantire nuove e più ampie forme di partecipazione (stakeholder activism) al contesto in cui, si diceva all’inizio, matura la decisione politica.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti