
Di fronte ad una sempre più grave crisi sanitaria ed economica, con il numero di contagi schizzato in alto, il Pd molto preoccupato per la tenuta del governo giallorosso ha convocato una riunione urgente con Conte ed i segretari di partito, Zingaretti, Crimi, Renzi, Speranza. Come ai tempi della Prima Repubblica. L’ obiettivo era duplice: blindare il traballante Conte e il suo governo e andare ad un rimpasto togliendo qualche inadeguato ministro grillino per sostituirlo con uomo o donna dem. Nella stessa riunione è stata accantonata per il momento la nuova legge elettorale e la riforma del titolo V. Questioni troppo impegnative e molto divisive. Ma si è invece tornati sull’ argomento della vice presidenza del Consiglio. Ed il nome che è emerso è quello dell’ attuale ministro Franceschini. La sua nomina servirebbe a placare le acque sempre agitate del PD. Abbandonata, per ora, la nomina di Zingaretti nell’ esecutivo. Anche le prossime elezioni amministrative in grosse città come Roma, Milano, Torino, hanno riproposto l’ alleanza tra PD e M5s. Ma vi è lo scoglio difficilmente superabile della Raggi che si è ricandidata. L’ accordo è comunque quello di arrivare, a tutti i costi, al 2023 con questa maggioranza. Per eleggere con questi parlamentari il nuovo presidente della Repubblica. Le tre ipotesi, Mattarella bis, Prodi, Draghi, hanno visto affacciarsi un quarto nome, quello di Walter Veltroni. Pandemia permettendo.
Roberto Caputo

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