
Nel panorama degli studi storico-politici italiani, l’opera di Raffaele Romano si distingue per la sua originalità e profondità d’analisi. “Il PCI visto dalla CIA” è un saggio documentatissimo che narra le vicende del Partito Comunista Italiano dal suo nascere durante la Seconda guerra mondiale fino ai primi anni ’90 del XX secolo, attraverso una lente insolita e stimolante: della CIA, del Kgb, del Pcus e da documenti interni al PCI stesso. Il libro si struttura in 5 capitoli ricchi di contenuti, rigorosamente supportati da fonti primarie inedite o di difficile accesso, che testimoniano il rigore metodologico dell’autore. L’utilizzo sapiente dei documenti desecretati della CIA e del Dipartimento di Stato statunitense – ottenuti grazie alle disposizioni del Freedom of Information Act – conferisce al testo una dimensione di verità storica finora poco esplorata negli studi sul comunismo italiano. Parallelamente, Romano integra magistralmente questo materiale con carte interne al PCI provenienti da figure chiavi quali Massimo Caprara, braccio destro di Togliatti, Luciano Barca, collaboratore di Berlinguer, Miriam Mafai, Giancarlo Pajetta, Dante Corneli e altri ancora. Questo approccio composito crea un quadro multifocale che arricchisce notevolmente la Storia, restituendo una visione complessa e articolata del PCI e della sua evoluzione in netta contrapposizione con la solita “narrazione” che vede il Pci contro gli USA quando la verità documentale dice l’esatto opposto.
Redazione

Lascia un commento