
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo d’urgenza per fermare gli attacchi militari reciproci che nelle ultime ore stavano minacciando la tenuta della tregua faticosamente siglata a metà giugno.
La notizia dell’intesa, rilanciata dal giornalista Barak Ravid su Axios, giunge al termine di tre giorni ad altissima tensione caratterizzati da raid incrociati nello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riferito da una fonte interna all’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, Washington e Teheran hanno concordato di “fermare tutte le attività cinetiche” con effetto immediato. I canali diplomatici, supportati dal lavoro tecnico sul memorandum d’intesa, hanno evitato un’ulteriore escalation dopo che l’Iran aveva bersagliato navi commerciali e postazioni regionali, subendo la pesante risposta aerea e radar delle forze statunitensi.
Il passo successivo per consolidare il cessate il fuoco avverrà in territorio neutrale. Martedì 30 giugno, le delegazioni ufficiali di Usa e Iran si incontreranno a Doha, in Qatar.Il tavolo negoziale si concentrerà sui seguenti punti critici.
Snodo marittimo vitale per l’energia globale, rimasto al centro delle recenti ostilità.
Proseguimento dei colloqui tecnici coordinati per strutturare la pace.
Sviluppo degli accordi di massima avviati a metà mese in Svizzera per il decongelamento dei fondi iraniani e lo smantellamento dell’arricchimento dell’uranio.
Il conflitto, scoppiato a inizio anno, aveva trovato una parziale risoluzione formale solo due settimane fa. Tuttavia, le violazioni reciproche del fine settimana – con droni iraniani e la pronta reazione ordinata da Trump – stavano facendo precipitare nuovamente il Medio Oriente nel caos. Il nuovo accordo temporaneo punta a congelare le operazioni belliche per permettere alla diplomazia di Doha di stabilizzare l’intera regione.
L’accordo di Doha viene descritto come un’illusione diplomatica, una semplice tregua tra Washington e Teheran che non cancella il fanatismo e la realtà della guerra. L’Occidente, secondo questa prospettiva, continua a fingere sicurezza mentre la vera libertà è minacciata, condannandosi a un inevitabile nuovo conflitto.
Giuseppe Basilico

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