La difesa dei confini da parte di un manipolo di impavidi patrioti, questo il sunto del pensiero quasi unico urlato ai quattro venti dai nostri neo governati.
Mi scusino lor signore e signori, ma difesi da chi!
Da qualche centinaio di disperati armati sino ai denti di scabbia, polmonite e “miserite acuta”?
“Grandi patrioti” dei quali i miei nonni e mio padre, che hanno dato la vita o parte della loro vita in prima linea si vergognerebbero.
Dare onore alla Patria, con la P maiuscola, è trasformarla in un Paese che sa dare accoglienza civile a questi migranti scappati da guerre e fame, una Patria che perlomeno prova ad integrare queste persone, salvo poi essere inflessibile se questi non rispettano le nostre regole.
Alla fine, oltre alla propaganda, sbarcano tutti, vengono sparpagliati qua e là senza prospettive, emarginati, ghettizzati, in parte diventano delinquenti, quella che potrebbe essere una risorsa si trasforma in una piaga sociale con tanti saluti alle regole e all’inflessibilità.
Nessuno riuscirà a fermare questa migrazione ciclica, parte causata dal bieco sfruttamento delle risorse naturali dell’Africa, senza costruire nessuna struttura per il progresso socio economico dei legittimi proprietari: i popoli Africani.
Perché questi patrioti, questi temerari, non vanno a difendere i confini orientali della nostra Europa e quindi della nostra libertà, dalle mire dello Zar Vladimir il Troglodita.
Chi ha l’autorità, forse il Papa, in mancanza direttamente l’Altissimo, sequestri il rosario a Salvini, gli consegni un moschetto 91/38 con baionetta e lo spedisca a fare il vero patriota laggiù al freddo e al gelo. La sua leva obbligatoria.
Solo allora maturerà di diritto di arrogarsi il titolo di patriota e solo allora la P diventerà maiuscola.
Colui che si dice sia nato “in una grotta al freddo e al gelo”, Quello che è talmente buono che non gli fa scottare il rosario ogni volta che lo prende in mano, ha provato ad insegnare altri sentimenti, altri comportamenti riassumibili con la parola amore, ma il temerario ha letto forse Tex o più probabilmente si è limitato a guardare la sequenza delle vignette e a messa la lettura del Vangelo era viatico per un profondo pisolino ad occhi aperti.
Poveracci lasciati sulle navi dei soccorritori tra sofferenze immani, affamati e picchiati nei porti di partenza, sfruttati da infami organizzazioni criminali, migliaia morti naufragati, rifiutati e lasciati a marinare per giorni all’arrivo in un porto di una nazione che si dichiara civile.
Uomini che vedono la loro libertà ancora una volta in balia degli eventi, nel caso di qualche miserabile interesse politico.
Caro rosariato, sono uomini, esattamente come noi, ma nati nel posto sbagliato.
Fiorenzo Da Ros

Lascia un commento