Scrivo quando il “decreto interpretativo” (sic) sulla presentazione delle liste elettiorali è stato scritto ed emanato dal Capo dello Stato. Siamo ancora una volta alla repubblica delle banane.
Non ho simpatie per questa sinistra ma questa vicenda di un PDL pasticcione fino all’inverosimile mi crea una certa simpatia nei suoi confronti e mi fa aumentare la disperazione per questa povera Italia governata da fazioni di incapaci.
E” giusto protestare perché chi sbaglia in qualche modo deve pagare. Se c’è il sacrosanto diritto dei cittadini ad esprimere il loro voto c’è il supremo dovere del rispetto delle regole. Se si ritiene che quelle regole non servono si aboliscono prima, altrimenti si rispettano. Purtroppo in un Paese dove tutto e il suol contrario è possibile ognuno reclama la sua verità e il suo presunto diritto. C’è da dire che il controllo delle firme non è in tutti i luoghi uguale: da una parte si è fiscali da un’altra si lascia correre. Insomma è sempre la solita storia: non esiste l’Italia Repubblica unica e indivisibile ma per
tante situazioni il “federalismo” (ognuno fa quello che vuole) esiste da sempre. L’Unità d’Italia non è mai stata fatta e questo vale per le tasse per la scuola, per il rigore morale, per la burocrazia e chi più ne ha più ne metta.
Mentre si discuteva intorno al valore delle firme e la loro autenticazione ho incontrato un amico di sinistra che di firme per presentare le liste è un esperto per averne raccolte per anni. Ebbene lui sostiene che nessuno “prende le firme” rispettando tutte le regole, né quelle dell’attestazione da parte del pubblico ufficiale né quelle sulla persona che firma.A conferma dell’invocazione del diritto unilaterale ad essere rappresentati alle elezioni mi torna in mente quanto fatto nel ’95
quando il termine fu procrastinato di 48 ore per consentire ai Radicali di presentare le proprie liste. Come si vede ognuno invoca il suo diritto mentre le regole valgono sempre per gli altri. E’ una situazione disperata e disperante alla quale non è dato sapere chi potrebbe rimediare. Non questa classe politica, tutta, che oltre, in tanti casi, essere corrotta è anche incapace.
E ad una migliore composizione della schiera degli eletti non aiuta, anzi, una legge elettorale che fa dei “nostri rappresentanti” , come più volte si è detto, dei nominati dagli apparati di partito. Ma forse la verità è che tutto è lo specchio del Paese e dei suoi cittadini. E non si dica che questa è una visione qualunquistica della politica e del governare perchè il vaffa è pronto.
Marcello Paris

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