
Cop28, la ventottesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite, inizia oggi a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.
Come tutti sanno, l’uso dei combustibili fossili è all’origine delle emissioni di CO2 climalteranti che producono il surriscaldamento della terra che, continuando con l’attuale tendenza, supererà presto il più 1,5 gradi rispetto agli inizi della rivoluzione industriale, stabilito come obiettivo dalla conferenza di Parigi del 2015 come limite per evitare la catastrofe.
Nonostante le buone intenzioni e l’evidenza dei disastri che porta il cambiamento climatico le emissioni aumentano, per la gioia dei grandi fondi speculativi che investono sul petrolio e dei paesi che lo estraggono.
Gli Emirati Arabi Uniti, dove si svolge la conferenza, fondano la propria ricchezza sul petrolio e pertanto non vogliono neppure sentir parlare di riduzione dei combustibili fossili.
Sultan Al Jaber che è amministratore delegato della Compagnia Nazionale del Petrolio presiederà la Conferenza Cop 28 e pare che si stia già approfittando di questo ruolo per fare i suoi affari sul petrolio.
Oltre a questa spiccata coscienza ecologista gli Emirati Arabi Uniti si distinguono anche per la sensibilità verso i diritti umani; infatti, mettendo regolarmente in galera gli oppositori, negano la libertà alle donne e sfruttano brutalmente i lavoratori immigrati.
Colpisce che la grande stampa nazionale non riferisca mai di questi fatti, che al momento vengono denunciati solo da associazioni come Amnesty International.
Anche il silenzio delle forze politiche italiane è imbarazzante.
In realtà, l’unica ragione per andare a Dubai è per chiedere apertamente che venga fissato un piano a tempi brevi di cessazione dell’estrazione del petrolio, e per rivendicare che vengano rispettati i diritti umani per gli oppositori, che siano riconosciute le libertà delle donne e che siano trattati con rispetto i lavoratori immigrati.
Mi piacerebbe che la sinistra in Italia si facesse alfiere di questa proposta e chiedesse che la rappresentanza italiana andasse a Dubai a dire ufficialmente queste cose.
Diversamente, anche con il nostro silenzio, la conferenza di Dubai sarà soprattutto un’operazione di propaganda a favore degli emiri che ne approfitteranno per ripulirsi la faccia agli occhi del mondo.
Enrico Rossi

Il paradossdo, è che non vorrebbe fare sapere che esiste il nucleare, e che il petrolio è l’alternativa attuale per paesi come l’Italia, che senza nemmeno ti alzi la mattina ne hai bisogno. Il paradossdo, è che l’inquinamento è altra roba. È aver votato contro il nucleare per sostenere stati criminali come quello di Putin e antidemocratici come quelli islamici, come ha fatto lei e quelli che il PD e soci ancora sostengono. Cioè, è stato dato l’opportunità di sviluppare miseria e criminalità. Questo è l’inquinamento: paesi come l’Iran, la Moscovia. Tenetevi le vostre pale eoliche, in un paese dove i vento non c’è, tenetevi i vostri pannelli solari pagati per metà con i soldi dei contribuenti. Senza petrolio, lo va a raccontare in India, in Cina,o a Mosca e poi vedrà le risate che le faranno in faccia.