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IL PARADOSSO ALL’ITALIANA

Quali scenari futuri per un paese che vive nel passato e fatica ad immaginarsi nel futuro? Di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 26 Ottobre 2009

Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha scritto che Silvio Berlusconi ha perso il suo tocco magico, ma, se si votasse ora, vincerebbe ancora le elezioni. Non saprei dire della magia, non mi occupo del ramo, ma credo che le urne gli sarebbero ancora favorevoli. Lo scriveva ieri Roberto Arditti, osservando, però, che non è questo il punto.

La fortuna elettorale continuerebbe a sorridergli, anche perché i concorrenti si sono ridotti in uno stato pietoso. Sarebbe la prima volta, nella sussultante storia di questa bislacca seconda Repubblica, che il governo vince le elezioni. Ma ci riuscirebbe oggi, interrompendo subito la legislatura. Se il tempo scorre, invece, il giudizio elettorale sarà più influenzato dalle cose effettivamente fatte, dai cambiamenti realizzati. A quel punto, il futuro tornerebbe ad essere sulle ginocchia di Giove.

M’interessa, però, il giudizio del quotidiano tedesco, la Faz, perché l’immagine che noi c’incaponiamo a trasmettere all’estro è terrificante. Abbiamo un capo del governo che, da quindici anni, fa lo slalom fra le accuse giudiziarie. E neanche sempre le stesse, perché si va dalla corruzione alla mafia, in innumerevoli processi. Come se fosse normale, anche solo prendere in considerazione l’ipotesi. E’ stato protagonista, anche per responsabilità della propria condotta privata, di mesi polemici dedicati a parlare di prostitute. Ha appena incassato una sentenza negativa della Corte Costituzionale ed una demolitrice da un tribunale civile. Insomma, quando la Faz lo da ancora per vincente, pensa che noi italiani si sia tutti, o, almeno, a maggioranza, felici di avere una simile guida? Credo proprio di no. Credo, semmai, che l’autore di quell’articolo abbia colto l’aspetto paradossale e falso di tale descrizione.

Il guaio grosso è che si è liquefatta la classe dirigente, in Italia. I protagonisti che ancora calcano la scena sono fossili del passato, o profittatori dell’ultima ora. E non parlo solo di politica, parlo anche di economia, per non pensare poi alla cultura, dove l’orizzonte si fa cupo assai. In questo scenario, Berlusconi è comunque portatore di un’idea dell’Italia, evoca un sogno, presenta una prospettiva, parla ad un blocco sociale che si riconosce nelle sue parole. Ed è l’assenza di alternative credibili a rendere inefficace l’eventuale disillusione, anzi, al contrario, è la fondata sensazione che si voglia impedire al vincitore di governare che fa pendere la bilancia dalla sua parte.

Ripeto, non saprei dire della magia, né mi pare influente. So che a Berlusconi non basta riaffermare la potenza elettorale, come, con ogni probabilità, avverrà alle prossime elezioni regionali, divenendo essenziale dimostrare capacità di governo, che significa capacità di cambiamento reale di visione per il futuro. E so che chi spera di batterlo senza essere capace d’essere più bravo, chi spera di sconfiggerlo fuori dal terreno politico ed elettorale, è solo la proiezione di una sconfitta storica che non riesce ad essere archiviata. Così, una parte del Paese vive nel passato, e l’altra fatica ad immaginarsi nel futuro.

Davide Giacalone – Pubblicato da Il Tempo

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, berlusconi, cambiamenti, capo del governo, classe dirigente, corte costituzionale, elezioni, elezioni regionali, futuro, governo, italia, legislatura, repubblica, seconda repubblica, silvio berlusconi, slalom

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

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