Il cartellone dell’Opera di Firenze propone per il prossimo fine settimana un doppio appuntamento musicale, ciascuno formato da due atti unici appartenenti ad un ricercato repertorio novecentesco.
Si comincia venerdì 22 (repliche il 24, 28 gennaio e 5 febbraio) con le opere “La voix humaine” di Francis Poulenc e “Suor Angelica” di Giacomo Puccini, entrambe con due figure femminili che dominano la scena.
“La voix humaine” è una tragédie lyrique in atto unico su libretto di Jean Cocteau (musicata da Poulenc nel 1959), in cui la protagonista – qui interpretata dallo splendido soprano Annick Massis – per circa quaranta minuti calca il palcoscenico, stando quasi sempre al telefono a discutere con il suo uomo. Una telefonata drammatica, contrappuntata da continue incomprensioni e menzogne, dalla quale la donna uscirà psicologicamente prostrata.
A circa quarant’anni prima risale “Suor Angelica” di Puccini, atto unico facente parte del celebre Trittico, assieme al “Tabarro” e a “Gianni Schicchi”. Ambientato in un convento, anche questo lavoro teatrale presenta un’intensa figura femminile, che viene interpretata dal soprano Amarilli Nizza. Nella regia di Andrea De Rosa, in un nuovo allestimento in coproduzione con il Regio di Torino ed il San Carlo di Napoli, la vicenda è spostata dal XVII secolo al secondo dopoguerra, in un luogo con molte suore malate di mente e che ricorda quegli atroci manicomi esistenti in Italia fino a non molti decenni fa. All’interno di esso, tuttavia, emergerà l’umanità e l’amore di Suor Angelica, malgrado il suo dramma personale vissuto. A dirigere Orchestra e Coro (oltre al Coro delle voci bianche) del Maggio Musicale Fiorentino, vi è il cinese Xu Zhong.
A partire da sabato 23 (repliche il 26 gennaio, 2 e 7 febbraio) spazio alla Spagna di De Falla e Granados, con i rispettivi atti unici “El amor brujo” (L’amore stregone) e ”Goyescas”.
Il primo è un balletto in due quadri, rappresentato per la prima volta nel 1915, con la coreografia e l’interpretazione della grande danzatrice spagnola Pastora Imperio. Protagonista è la gitana Candelas, tormentata dallo spettro del giovane innamorato ucciso in un duello; poiché egli le impedisce di accettare serenamente il corteggiamento del nuovo amore Carmelo, la donna cercherà di esorcizzarlo per mezzo della “Danza rituale del fuoco per cacciare i cattivi spiriti”. In realtà alla fine ci riuscirà soltanto con l’aiuto dell’amica Lucia, che distoglierà lo spettro da Candelas.
Nei panni della protagonista, la cantaora e bailaora Maria Toledo.
Nella seconda parte della serata la scena si accenderà ulteriormente con “Goyescas”, opera in un atto e tre tavole di Granados, andata in scena per la prima volta esattamente cent’anni fa (28 gennaio 1916) al Metropolitan di New York. Elaborata in gran parte dai “Sei pezzi pianistici” del 1912 (ispirati a delle famose acqueforti di Francisco Goya), il lavoro viene proposto nella revisione ed orchestrazione di Albert Guinovart.
La vicenda, improntata sui temi della passione amorosa, della gelosia e della morte, viene ambientata ancora dal regista De Rosa ai bordi di un cratere, «in modo da suggerire che i nostri personaggi vengono fuori dalla terra, dal passato, da una grande tomba dentro la quale faranno infine ritorno».
La direzione orchestrale è affidata alla bacchetta di Guillermo Garcia Calvo.
Per info e biglietti, si veda www.operadifirenze.it

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