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IL NON VOTO E LA GUERRA IBRIDA

Della sempre più scarsa partecipazione degli italiani al voto si parla tanto il primo giorno, ma poi ci si dimentica degli effetti permanenti, che riguardano la rappresentatività e toccano addirittura la sicurezza nazionale, perché, se una democrazia si indebolisce, gli autocrati fanno festa. Sembra che la politica lo consideri un male minore: in risposta, si concentra ancor più sulla coltivazione ossessiva del proprio recinto, alzando solo il tasso di ostilità verso l’avversario. E’ il frutto avvelenato del nostro cattivo maggioritario di origine referendaria, con polemiche estreme anziché confronti. L’elettore sta a casa anche per sfuggire a scelte fatte a tavolino, mai basate sulla qualità dei candidati, che del resto non può neppure scegliere.

di Beppe Facchetti | 28 Novembre 2025

Della sempre più scarsa partecipazione degli italiani al voto si parla tanto il primo giorno, ma poi ci si dimentica degli effetti permanenti, che riguardano la rappresentatività e toccano addirittura la sicurezza nazionale, perché, se una democrazia si indebolisce, gli autocrati fanno festa.

Sembra che la politica lo consideri un male minore: in risposta, si concentra ancor più sulla coltivazione ossessiva del proprio recinto, alzando solo il tasso di ostilità verso l’avversario. E’ il frutto avvelenato del nostro cattivo maggioritario di origine referendaria, con polemiche estreme anziché confronti. L’elettore sta a casa anche per sfuggire a scelte fatte a tavolino, mai basate sulla qualità dei candidati, che del resto non può neppure scegliere.

Una democrazia non regge nel disinteresse crescente per la cosa pubblica, di cui si occupano sempre più solo tifoserie accanite, attirando più facilmente i furfanti o gli incapaci.

Questo è però anche un problema di sicurezza nazionale, perché siamo in un’epoca di strisciante guerra ibrida, basata non sui cannoni e le corazzate, ma sui metodi subdoli della disinformazione sorretta dalla tecnologia. Non colpisce il soldato nemico, ma il libero consenso del cittadino in buona fede.

Sul sito del Ministero della Difesa si può consultare un documento di 120 pagine che dovrebbe essere letto da chi non si è accorto che l’ombrello USA sulla protezione (a basso costo) dell’Europa si sta chiudendo in modo irreversibile.

E’ la geopolitica ai tempi di Putin e di Trump. L’ideologo del russo, Aleksandr Dugin, lo ha perfettamente istruito convincendolo che l’Occidente è marcio, la democrazia è corrotta, le elezioni sono una farsa (e infatti stiamo dicendo che pochi votano).

In quattro anni di guerra, i carri armati hanno conquistato piccole percentuali di nuova terra ucraina, dopo il decennio in cui abbiamo finto di non vedere Crimea e Donbass, ma si può dire che le avanzate della guerra ibrida in Europa sono state ben più consistenti. Anche al netto di Ungheria e Slovacchia, filoputiniani ci sono ormai ovunque, trattenuti o contrastati finchè le maggioranze risicate tengono, ma in Francia, Germania, Regno Unito l’antieuropeismo avanza. In Italia, i partiti numero 2 di entrambe le coalizioni fanno sponda.

La lettura del “non paper” del Ministro Crosetto evidenzia la cybersecurity di alcuni Paesi e i ritardi dell’Italia, frenata da pacifisti vintage.

“Quanto emerge – scrive Crosetto – è una attività̀ malevola sotto soglia, in incessante mutamento, adattiva, multidominio e multidimensionale, volta a colpire in modo asimmetrico i centri di gravità dei nostri sistemi di governance”, cioè il nostro assetto democratico.

“L’obiettivo è erodere la resilienza democratica, minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, dividere le società, influenzare le opinioni pubbliche con false informazioni”, quelle che gli elettori si portano in tasca ogni giorno e li inducono al non voto (“minare la fiducia”).  Non c’è l’attenzione necessaria a quanto accade quotidianamente davanti a noi: droni che fanno chiudere gli aeroporti, interferenze nelle elezioni, uso strumentale della pressione migratoria, finanziamento di partiti e gruppi filorussi, sabotaggio di infrastrutture energetiche, sostegno e privilegio a chi destabilizza l’UE.

Questo insieme di atti e strumenti punta a modificare convinzioni, indebolire resistenze culturali e soprattutto a intaccare la nostra sovranità nazionale.

Il dossier del Ministero andrebbe davvero meditato, onde evitare – scrive Crosetto – che “ci sveglieremo, un giorno, di fronte a un danno catastrofico e ci chiederemo, “sorpresi”, cosa sia avvenuto”.

Non andare alle urne è pienamente legittimo e del resto cresce ogni giorno il numero di cittadini che non si sentono rappresentati, faticano a scegliere e si rifiutano di sottoscrivere le alchimie dei “campi” opposti.

Non è colpa degli elettori. Ci deve pensare la politica, usando gli strumenti che ha, magari con  una legge elettorale che non sia fatta a misura dei presunti interessi di parte. Anche perché poi se la gente non vota, il risultato può essere un boomerang. E’ già accaduto.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : Apertura

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    28 Novembre 2025 alle 09:21

    Più che altro i governanti dell’UE e i relativi dirigenti hanno fatto di tutto per fare perdere credibilità all’idea dell’unità europea, così come la pensarono Rossi, Spinelli e Colorni.
    Tutto il resto è ideologia e contrapposizione da tarda Guerra Fredda.
    L’amica Paola Bergamo ne parla nel suo saggio, sui sentieri del nonno Mario Bergamo.
    Lo presenteremo alla Camera l’ 11 dicembre prossimo e sarà una occasione per parlare di autentico europeismo. Che nulla ha anche vedere con ciò in cui l’UE è stata trasformata.

    Rispondi

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