• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Mostro di Firenze: oltre i “compagni di merende”

La storia del Mostro di Firenze è da riscrivere? Sembra proprio di sì, a leggere il libro di Paolo Cochi, Michele Bruno, Francesco Cappelletti, con intervista-racconto di Nino Filastò, “Mostro di Firenze: al di là di ogni ragionevole dub

di Simonetta Losi | 18 Settembre 2016

La storia del Mostro di Firenze è da riscrivere? Sembra proprio di sì, a leggere il libro di Paolo Cochi, Michele Bruno, Francesco Cappelletti, con intervista-racconto di Nino Filastò, “Mostro di Firenze: al di là di ogni ragionevole dubbio” (Enigma Edizioni). Un volume che assomiglia a un dossier; un insieme puntuale di fatti, date, testimonianze, circostanze, interrogatori, perizie balistiche e scientifiche. L’autore e i suoi collaboratori non cercano di dimostrare tesi. Rimanendo in disparte, sullo sfondo, riescono a far sorgere nel lettore, con la loro ricerca approfondita ed esaustiva, dubbi, domande, congetture. Riescono a far riflettere e a concludere che la questione del Mostro di Firenze – che negli anni Ottanta ha terrorizzato la Toscana e le coppie di innamorati che usavano appartarsi nei boschi, facendo raccomandare i genitori di utilizzare case e luoghi protetti – non è conclusa.

mostro-di-firenze-215x300L’impressione globale che si ha dopo la lettura del libro è che i conti non tornano. Sarà per via dei mezzi di indagine di quei tempi, inferiori a quelli attuali, sarà per una conduzione delle indagini che talvolta appare confusa e imprecisa, sarà per l’oggettiva complessità della vicenda, per le infinite ritrattazioni e correzioni. Al di là di tutto questo, c’è qualcosa che sfugge. C’è una verità, la Verità, che si nasconde e che latita. L’intuizione è che qualcosa di inconfessabile, di indicibile, non sia ancora emerso o fatto emergere. Dalla scoperta di questo punto oscuro potrebbe deflagrare e venire chiaramente alla luce tutta la banalità del male: il filo di Arianna che porterebbe dritto al Minotauro, o ai vari mostri che gravitano intorno al Mostro, che dopo un’attenta lettura appare meno scontato identificare con Pacciani. Seguendo quel filo, forse potrebbero trovare una spiegazione logica anche quelli che sono considerati i “delitti collaterali” della vicenda Mostro di Firenze. Più che un “cold case” la vicenda appare una caso congelato, oggi riattivato dalla recente scoperta di una Beretta calibro 22 che potrebbe essere l’arma del delitto e da una serie di inchieste giornalistiche, anche senesi, pubblicate su Sienanews da Andrea Ceccherini e Katiuscia Vaselli.

Da tutte le ricostruzioni emerge un impressionante quadro di ambienti umani e sociali degradati, anche non in relazione fra loro, che emerge dalla lettura. Prostituzione, incesto, violenza, perversioni, assoluta promiscuità sessuale, conflitti familiari esasperati, vendette, faide, prevaricazioni. Questi ambienti sono stati il terreno di coltura, lo sfondo, della follia maniacale del mostro. Forse per il principio di attrazione fra simili, alcune vicende si sono sfiorate, alcune persone molto distanti fra loro, magari accomunate da un caso o da una comune perversione, si sono conosciute.  Nella vicenda del Mostro di Firenze, anche lo scenario risulta mostruoso. E allora è forse il caso di ripercorrere e sgranare la catena dei delitti, riprendere e analizzare tutte le piste, in primis quella pista sarda che a un certo punto viene abbandonata, quando la giustizia sposta i riflettori sui “compagni di merende”, trovando in loro i colpevoli di delitti forse troppo efferati e frutto di una intelligenza lucida e affilata, per essere attribuibili a un pugno di personaggi di una mostruosità a più bassa frequenza.

Forse è il caso di ricominciare da capo, da quello che c’è ancora, dagli oggetti, dai reperti, dalle analisi scientifiche condotte con metodi moderni; forse è il caso di ricercare il Dna ovunque si trovi, di incrociare dati, di riesumare cadaveri e fatti, di riascoltare le testimonianze dei sopravvissuti. Forse il Mostro di Firenze è morto. Non è morta, tuttavia, l’esigenza di dare pace e giustizia alle vittime e alle loro famiglie, ricercando una verità univoca. “Al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: “Mostro di Firenze: al di là di ogni ragionevole dubbio”, anni, Compagni di Merende, conti, firenze, Francesco Cappelletti, genitori, intervista, Michele Bruno, Mostro di Firenze, Nino Filastò, Paolo Cochi, personaggi, persone, toscana

Info Simonetta Losi

Simonetta Losi è nata a Siena il 18 febbraio 1963. E’ laureata in Lettere e lavora come collaboratore ed esperto linguistico all’Università per Stranieri di Siena. All’attività di insegnamento accompagna quella di aggiornamento e formazione professionale per docenti di italiano all’estero. E’ giornalista pubblicista e collabora a varie testate.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    20 Settembre 2016 alle 00:10

    La cosa che colpisce, come per altri fatti italiani, è il muro di gomma che persiste, dopo anni, dopo decenni. Da Ustica , a Emanuela Orlandi, al mostro di Firenze, il comune denominatore è sempre lo stesso muro di gomma.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti