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Il Monte dei Paschi e l’aritmetica: 50 è piú di 33

di Stefano Bisi | 26 Febbraio 2012

E’ giusto che con la dovuta calma si cerchino i motivi ma, soprattutto, è importante che si pensi a come mantenere il controllo della banca con il 33 per cento.

Da quando la deputazione della Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha deciso di vendere il 15 per cento delle azioni della banca, alcuni sostengono che si tratta di un’opportunità, che la cosa non è poi tanto male e così via con dichiarazioni di questo tono. Se fossimo al bar potremmo ricordare la battuta di “quello” che cadde da cavallo e disse: “Volevo scendere”. Però non siamo al bar ma di fronte alla decisione storica di scendere, e non di poco, sotto il 50 cento nella banca. Diventa difficile dire che 33 è meglio di 50 (il 33,5 per cento dovrebbe essere la quota che la Fondazione manterrà nella banca dopo la vendita di circa il 15 per cento delle azioni che detiene attualmente). Sarebbe come dire che oggi piove ed è meglio uscire senza ombrello. Si può anche fare ma per due motivi: o non abbiamo i soldi per comprarlo o non troviamo chi lo vende. Quindi, la discesa al 33 per cento è una sconfitta. Si dirà che è stata inevitabile ma di sconfitta si tratta. E’ giusto che con la dovuta calma si cerchino i motivi ma, soprattutto, è importante che si pensi a come mantenere il controllo della banca con il 33 per cento. La nuova sfida è questa. Ma bisogna parlare chiaro. Pensare a chi saranno i protagonisti del nuovo scenario; riflettere su quello che è stato fatto, su chi l’ha fatto e perchè l’ha fatto; pensare al ruolo degli organi (deputazione generale e amministratrice) della Fondazione, a meno che non ci si voglia pulire la coscienza attribuendo tutte le colpe al presidente Gabriello Mancini. Ma tutto va fatto con chiarezza e, soprattutto, senza dire che 33 è meglio di 50. La matematica non è un’opinione. Lo insegnano fin dalle scuole elementari.

Pubblicato in : Primo piano

Info Stefano Bisi

Nato a Siena il 15 ottobre 1957, Giornalista, è laureato in Scienze dell’amministrazione nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Ha lavorato nei periodici “Siena Nord” e “La Gazzetta di Siena”, e, con qualifica di direttore, nelle emittenti “Antenna Radio Esse” e “Televideosiena”. È stato vicedirettore del Gruppo Corriere, che comprende le edizioni di Perugia, Terni, Siena, Arezzo, Grosseto, Rieti e Viterbo. E’ autore di alcuni libri fra cui “Mitra e Compasso”, dedicato al rapporto tra chiesa cattolica e massoneria, lo “Stradario massonico di Siena” e coautore di “Sindaci in rosso”, una pubblicazione a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta e di “Massoneria F.A.Q.” Ha ricevuto i premi “Paolo Maccherini”, “Giornalista sportivo dell’anno”, “Porsenna”, “Medioevo presente”. É Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Dal 2014 è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

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