L’esperienza del Covid19 ha senz’altro evidenziato, ancor più rispetto a prima, il male di questo nostro paese. Un paese diviso tra opposte tifoserie. E’ come al bar dello sport o al mercato, dove ognuno mette in mostra la propria mercanzia. Salvo poi scoprire che, per la maggior parte delle volte, sotto l’apparenza di una bella immagine, il prodotto è guasto.Perfino in un’emergenza così grave, siamo stati capaci di dividerci tra maggioranza di governo e opposizione, e all’interno di entrambe tra le diverse posizioni dei diversi partiti; tra governo e regioni; tra regione e comuni; tra politici e scienziati; tra scienziati e scienziati, etc. etc. Ma, ancor più, sigillo ed emblema di tutte queste divisioni: la stampa tradizionale – veicolata attraverso il provvedimento di tenere comunque aperte le edicole, nonostante radio, tv e web -, ma, in generale, gli stessi mass-media. Ognuno al servizio del proprio esclusivo interesse, di parte. Mediante una strategia unica, che ha elevato il protagonismo di facciata a sistema. Un sistema in cui è sembrato, e a molti, troppi, sembra tuttora che sia valido ed efficace chi la spara più grossa. Domani, immagino che tutti costoro tracceranno, ciascuno, i propri bilanci e immagino, come dopo il voto elettorale, che tutti si dichiareranno “vincenti”. E tuttavia, una cosa è certa: non potranno evitare di redigere i propri bilanci sulla conta dei morti.E allora sappiatelo: avete perso tutti, indistintamente. Perché avete dimostrato di non essere stati capaci di prevenire e in qualche modo contenere il virus. Questo evento mondiale, se non l’avete ancora capito, ignoranti quali siete e dimostrate ancora di essere, sarà uno spartiacque tra due diversi modi di vivere, uno per così dire “naturale” e l’altro per così dire “artificiale”, di cui numerosissimi sono i segni e finanche le applicazioni condivise già ora.Sul Sole 24 ore di stamattina, l’articolo di fondo è costituito da una lettera appello a firma di 150 accademici italiani sul modello di strategia necessario a far ripartire il paese. In estrema sintesi, si dice che l’intelligenza artificiale deve avere un ruolo determinante nel combattere il coronavirus e così fare in modo che l’Italia e in particolare il sistema produttivo ripartano. Ma, potete giuraci: l’intero mondo che avete conosciuto gradualmente lascerà il posto a un nuovo mondo, dove i sistemi artificiali hanno già dimostrato di sapere e sapranno senz’altro meglio gestire il corso naturale e incerto degli eventi.
Angelo Giubileo

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