Si rimane senza fiato, dopo aver letto le dichiarazioni di Formica, di Bobo e Stefania Craxi su “Il Giornale” e sul “Corriere della Sera”, contro l’obsoleto politico Boselli, colpevole di avere corti orizzonti ideologici, che, in ogni caso, nulla hanno a che vedere con il socialismo.
Con tutta la volontà accusatoria, messa in campo, per individuare il capro espiatorio della mancata unificazione socialista, bisogna avere il coraggio di affermare che Boselli non è stato il solo ad ostacolare l’unità dei socialisti. Formica, Amato (il professore sottile), Martelli, Signorile, Del Turco, Benvenuto, Bobo Craxi, De Michelis e tanti e tanti altri vecchi dirigenti nazionali socialisti non sono meno responsabili di Boselli, paragonabile al due di briscola. Tutti si eclissarono, mentre Bettino Craxi era martoriato, umiliato e additato come il peggiore nemico della democrazia e della Repubblica, dai magistrati di Mani Pulite e dai post comunisti. Nella provincia di Bari, solo a Bitetto rimase aperta la Sezione socialista, tappezzata di manifesti di Craxi e di Nenni, a testimoniare la coerenza politica e la solidarietà umana a Bettino Craxi, finito in esilio per sottrarsi alla pena restrittiva voluta dai magistrati marcatamente politicizzati, e da Fini, Bossi, Rutelli, responsabile, quest’ultimo, delle mille dichiarazioni offensive e denigratorie verso Craxi, per finire ai post comunisti, già duramente condannati dalla storia, ma sempre sicari del Partito Socialista.
E’ strano che Formica dica oggi quel che modesti compagni vanno scrivendo e denunziando da più di tre anni.
Fa piacere sentir dire da Formica che l’avvenire del socialismo è nelle mani dei giovani. Per essere veramente credibile e gridare, noi, al “Miracolo”, Formica deve mettere tutto il suo gruppo al servizio dell’unità socialista, realizzabile solo nel Terzo Polo, laico, riformista, liberale e libertario. Le prospettive del Partito Democratico della sinistra o di quello Moderato della destra non sono da prendere in considerazione. L’orgoglio socialista si ritrova, in questi giorni, negli scritti del compagno, lo storico Giuseppe Tamburrano. A lui, va un saluto affettuoso e un grazie sincero per il coraggio che trasmette con i suoi scritti a quanti si sentono socialisti.
Domenico Civitano

Lascia un commento