Blindatissima, la bella addormentata sull’Arno, abbiamo tentato di risvegliarla dal torpore che l’avvolgeva. “E riguardava tanto la maggioranza che l’opposizione. Siamo stati nettamente sconfitti e ne prendiamo atto”. Prendo a prestito il pensiero del Direttore.
Ma Firenze non vuole svegliarsi, ormai è evidente. Hai voglia di attivarti per uscirne in qualche modo. Firenze è chiusa in in una oligarchia che dura da Oltre 70 anni, dal dopoguerra. Dunque inutile stracciarsi le vesti sull’antifascismo. Il il fascismo a Firenze è quello di sinistra, di quella sinistra ottusa e cupa dalla quale non si riesce a venire fuori.
Qualcuno dice che abbiamo sbagliato a non collaborare con Nardella. Volendo collaborare con l’uscente, ma , ahimé mai uscito, la lista sarebbe nata per sostenerlo, fra le tante false civiche in quanto sostenevano un unico candidato. E io non ci sarei stata certamente. Punto e a Capo è nata lista civica con un proprio autonomo candidato, e ne ho fin dall’inizio condiviso il programma. Punto, e, ora, purtroppo, non so se a Capo.
Chi ha osato staccarsi, svincolarsi dal tutto magico, senza le spalle coperte, è stato punito, anzi, massacrato.
Un amico feisbukiano, certamente non di destra, sottolinea che è tristemente così. Una certa sinistra ha una supponenza infinita. Da sempre.
Di contro esiste anche una sinistra illuminata, riformista, con la quale si possono condividere tanti contenuti senza aggredirsi reciprocamente.Mantenendo sacrosanti i principi ma esaltando pragmaticamente alcune scelte condivise finalizzate ad un’amministrazione degna della città. Che , a oggi, francamente galleggia in un mare di problemi. Un tentativo per uscire da questo bailamme nel quale ci stiamo dimenando senza zattere in vista, cambiando rotta.
“Non affannarti nel cercare di farti comprendere da chiunque, solo chi ha un’anima uguale alla tua, ti comprenderà”. Dice il saggio.Evidentemente poche anime simili alla nostra.
A Firenze puoi essere chiunque, puoi valere, essere addirittura un’eccellenza in vari campi,
ma se non sei del piddì o il familiare di qualcuno che ti sostiene in parole opere e fiorini,
conti zero.
Nemmeno sotto tortura farò nomi e nemmeno cognomi. Chi si ritrova in questa disamina lo sa e avrà la coda di paglia. Ma questa città non si può liberare dalle ganasce di una casta ormai consolidata da troppo tempo, decotta ma autoctona araba fenice.
In questa città esiste una pseudodittatura di sinistra camuffata da democrazia. Che temo più di un fantomatico pseudofascismo . La paura di aver paura è lo stato d’animo e il sentimento peggiore. Ma tiremm’innanz e auguriamoci il meglio per la città e i cittadini. E Dario avrà il fiato sul collo, spero. Controllando dall’esterno, rubando il mestiere a un’opposizione che è sempre stata poco incisiva.
A me la bulgaria che sa di dittatura, questa sì, conclamata e non solo paventata, non mi garba per nulla.
“Firenze è stata capitale d’Italia e rappresenta un mondo molto diffuso, specialmente in toscana. Dove sono spariti i soldi di due banche e nessun sindaco di Siena o Arezzo, o nessun PD o Vescovo che lo co-esprimeva, se ne sia accorto se non a cosa fatte e strafatte e rifatte. La Toscana era culla di camerati che subito divennero kompagni, ossia tessera e voto di scambio per tre o quattro generazioni“. l commento di qualcuno che se ne intende più di me e che condivido in toto. Non è un’opinione ma un dato di fatto.
Ho amici stupendi del P.D, e proprio loro mi dicono che senza il partito democratico a Firenze non si va da nessuna parte. Piccole medie o grandi parti, ma parti. Fette della torta distribuita anche in memoria delle gesta di alcuni partigiani. Dal cielo, perchè solo lassù si trovano. Ormai.
Tutti partiti con una tradizione alle spalle. Unica voce fuori dal coro la candidata Bundu la quale, ha saputo raccogliere il consenso di una larga parte degli elettori della sinistra dura e pura. Con una campagna elettorale a tappeto, evidentemente molto dispendiosa. Tanto da chiedersi come. E poi si viene a sapere che ha una figlia in comune con Pelù Piero, nota rockstar e d è sorella di Leonard, un noto, non a me, ex campione di pugilato. Ah ecco. “Noi siamo la sinistra. Nardella, che fa il piccolo Salvini, no. E’ questa la differenza di fondo tra lui e noi”. Antonella Bundu, appoggiata da Mdp, Possibile, Sinistra italiana, Rifondazione comunista e l’associazione civica Firenze citta’ aperta.
Qualcuno mi esorta a definire stalinisti e non fascisti alcuni elettori Pd visto che molti sono ex comunisti, sottolineando che il fascismo è stata un’ altra cosa. Certamente, ma io attribuisco al termine il significato di dittatura “Convenzionalmente, la situazione data dall’accentramento, in via straordinaria e temporanea, di tutti i poteri in un solo organo, monocratico o collegiale”. Solo che qui è tutt’altro che straordinario e temporaneo, ma stabile e irreversibile. Almeno finora.
Si chiama corporativismo. Ed è un modo monopolistico di fare tipico dell’ideologia fascista ma anche comunista. Anche se storicamente hanno avuto percorsi diversi. Almeno in Italia.
A qualcuno dei miei lettori verrà l’ulcera, e me ne dispiace, ma sono certa che altri hanno compreso il mio pensiero. Basta aprire la mente e riflettere senza pregiudizi preconcetti e dogmi, laicamente.
Tutto ciò premesso in bocca al lupo a Dario e a tutti noi. Per il bene della città che è ciò che ci sta a cuore. E alla sua Giunta di cui uno dei membri eccellenti pare essere il past director di Caritas. Ma con pochi esponenti di genere femminile. Dunque da rivedere. Non è chiaro se ha dimenticato le regole, che dovrebbe conoscere alla perfezione. Dopo neanche 24 dall’annuncio sulla composizione il sindaco Dario Nardella è costretto a fare marcia indietro , e a fare il primo rimpasto.
Carla Ceretelli

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