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Il Grande Incrocio dove per un nulla siamo tutti fermi

di Fabrizio Binacchi | 13 Agosto 2012

Crisi o non crisi la vera spada di Damocle delle ferie, lunghe o corte, è sempre il viaggio in auto che deve fare i conti con deficit strutturali.

Anche l’estate della villeggiatura in crisi ha dimostrato che il nostro sistema stradale e autostradale è da Primo Novecento. Basta poco, basta un nulla e siamo tutti fermi. Non ci sono isole felici, se non aree marginali. E’ vero che i villeggianti italiani hanno dimezzato i giorni di vacanza e molti non son nemmeno partiti, ma l’accorciamento delle ferie ha riversato in strada più veicoli, e ci sono sempre quelli stranieri, per fortuna. Morale: nell’area del Grande Incrocio, cioè quel gruppo di autostrade che partono o arrivano a Bologna da Milano, Brennero-Modena, Rimini, Venezia-Padova e Firenze (praticamente il mondo sulla gomma passa da qui) in questi giorni è costantemente intasato. Arrivi e parti a qualsiasi ora e da Casalecchio a Sa Lazzaro è lamiera continua. Una volta solo dal venerdì pomeriggio-sera alla domenica mattina, durante il cosiddetto nostalgico esodo, ora tutti i giorni. Sembra che ci sia l’esodo e il controesodo insieme. Le autostrade sono sempre quelle, ma d’estate il traffico si è come moltiplicato non solo in quantità ma anche in frequenza. E quindi rallentamenti, blocchi improvvisi, code per un nulla. Un giorno sì e l’altro pure traffico in coda tra Firenze e Bologna, magari nel classico tratto Barberino-Pian Del Voglio, che anche i bambini conoscono per pluricitazioni alla radio. Poi tra luglio e agosto l’autostrada del Brennero in certe ore è l’imbuto degli imbuti dove le colonne cominciano a Nogarole Rocca, sud Verona, e possono arrivare oltre Bolzano Nord. Ma lì, sulla Brennero, puoi dare benissimo la colpa alle due corsie che in effetti risultano insufficienti anche d’inverno, ma tant’è. A volte il traffico è già in coda allo svincolo di Modena nord, e lì non sai mai se è un problema di canalizzazione o di gente che non ce la fa a orientarsi. Per non parlare della Bologna-mare. Meglio definibile Bologna mare amara. Se sei sfortunato imbocchi il casello di San Lazzaro e dopo qualche chilometro sei già fermo. Se invece sei fortunato e il giorno ti dice bene, puoi andare tranquillo anche fin dopo Cesena, ma poi ti devi arrendere. Eh sì perche quelli dei lavori hanno pensato bene quest’anno di farci trovare in piena estate, nel torrido traffico d’agosto, un bel cantiere con obbligatorio restringimento sapete dove? E dove se non tra Rimini e Cattolica?!La Capitaledella Riviera assediata dal cantiere sull’unica autostrada che ci arriva. Sembra una barzelletta. Venti chilometri di pena. IL traffico, il restringimento, la segnaletica modificata, le corsie ristrette: basta nulla e ci si tocca, basta nulla e si fa un incidente. L’altro giorno erano otto i chilometri di coda e rallentamenti sulla corsia opposta a quella dell’incidente solo per i curiosi che ovviamente rallentavano per vedere il crash, con vetri rotti dall’altra parte,  dove la coda ovviamente era superiore. Agosto, caldo, mare lontano. Così vanno le cose sulla strade e autostrade italiane nell’Anno del Signore 2012. Come negli anni Ottanta, più o meno. Crisi o non crisi la vera spada di Damocle delle ferie, lunghe o corte, è sempre il viaggio in auto che deve fare i conti con deficit strutturali e scelte perlomeno incaute di cantieri e lavori. Perla finale: da qualche giorno l’Anas pubblicizzala Salerno ReggioCalabria, che dopo decenni di lavori, sarebbe finita e a posto: l’altro giorno la notizia della famiglia distrutta contro un guard rail. A Lagonegro sulla Salerno Reggio Calabria..

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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