Bertrand Russell descriveva così il governo di un popolo democratico:
“I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose; dunque, peggio sono svolte, meglio è.”
E a giudicare dallo stato delle cose italiano, europeo e mondiale sembrerebbe proprio di sì.
Se il governo incentiva il popolo a produrre, poi non riesce ad impedire che l’abuso di quel diritto generi devastazione ambientale.
E se ostacola la produttività economica, rassegna il popolo a vivere, come nel sud Italia, di lavoro nero, assistenzialismo, corruzione, false invalidità ed evasione; che alla lunga, per carenza di gettito tributario, lievitazione del debito pubblico, sofferenze bancarie e tassi usurai, portano al fallimento delle banche e dello Stato.
Insomma nessun governo è in grado di garantire un sistema socio-economico immune da problemi: sbaglia sempre e comunque: ad incentivare la produttività o ad ostacolarla.
Perciò non c’è niente di più stupido al mondo, dello sperare che un governo democratico, intelligente, onesto e giusto salvi popolo e Stato. O dello sparare su Premier e Ministri se falliscono.
Forse l’unico buon governo possibile, proprio come diceva Goethe, “è quello che ci insegna a governarci da soli”.
Ma se sì spostasse troppo la responsabilità, dalla politica a l’istruzione e informazione, che dovrebbero insegnare al popolo ad autogovernarsi, i saggi e potenti della cultura: professori, professionisti, giornalisti e burocrati, sparerebbero ad alzo zero su popolo e Stato.
Franco Luceri

Da tempo ormai i singoli governi nazionali europei contano poco o nulla. Le decisioni sono prese altrove, a Bruxelles piuttosto che a Washington.
L autogoverno e l autogestione sono le uniche vie democratiche possibili.
In America Latina lo hanno compreso da qualche decennio. L Europa, che si crede democratica e progredita…ne deve fare non poca di strada.
I cittadini stanno iniziando a svegliarsi, ma la strada è ancora lunga.