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Il figlio di Bettino faccia come il figlio di Andreas

di Alessandro Silvestri | 4 Gennaio 2015

Tiri fuori un po’ di grinta, di rabbia e di orgoglio (coglioni si dice in termine tecnico) e butti alle ortiche un certo fair-play più simile al narcolessico Prodi che non al coraggioso e spavaldo padre. 

bobocraxiUn grande socialista greco, George Papandreou, ex premier ed ex leader del Pasok (quando il partito godeva di buona salute e non si faceva mettere nel sacco dalla troika bancaria) con il rischio dello sbando totale del suo paese, ha compiuto una scelta estrema. Ha abbandonato il partito fondato dal padre all’indomani della caduta del regime fascista e si è lanciato, probabilmente senza alcun piano B, in un tentativo di salvare la politica ellenica e con essa la possibilità di continuare per la Grecia, ad esistere come nazione. Movimento per il Cambiamento, si chiamerà la nuova formazione e se la stella del suo prestigio e delle sue capacità politiche brillerà ancora una volta, potrebbe essere il nuovo che mancava per rivoluzionare assieme a Syriza, la pericolosa stagnazione democratica del paese. In Italia non è  che siamo messi tanto meglio, anche se (o forse proprio per questo) il Berlusconi giovane ha sostituito quello vecchio. Il PD nonostante tutti gli altri facciano il possibile per fargli fare i goal a porta vuota, è un soggetto nato male attraverso la somma del catto e del comunismo,  che non potrà reggere alla lunga una situazione che richiede scelte rapide e coraggiose e coerenti con l’appartenenza del Partito Socialista Europeo. Ma non già contro il paese e i lavoratori, ecco, come ha finora fatto. UnaTatcher biancovestita, con le mutande rosse e con l’accento fiorentino, oltre a fare un po’ senso, non è esattamente quello che il popolo che solitamente si riconosce nella sinistra, vorrebbe come proprio leader. Anche se, ce lo siamo ritrovato solo al comando, grazie alle alchimie cucinate dalle sedi romane vecchie e nuove dei papi, passando anche per quella del “papi”. Stendiamo un velo pietoso su quello che ancora in Italia si chiama partito socialista italiano….strano che qualche discendente dei padri socialisti della patria non gli abbia ancora fatto causa! L’attuale “segretario” è un portaordini del PD e di camarille varie e addirittura il direttore dell’Avanti! (quello on-line che non c’è rimasto altro) nella corsa per il Quirinale si butta su Emma Bonino, con la speranza di rieditare una non meglio definita alleanza laico-socialista abortita definitivamente ai tempi della “Rosa nel Pugno” proprio grazie alla Bonino, Pannella e al suo attuale “segretario”. Al di là dei miseri numeri, un socialista non dovrebbe mai aver paura di candidare un’altro socialista, specialmente nei momenti critici come l’attuale. E certamente di personalità preparate e capaci di sostituire Napolitano e rimettere nella giusta direzione la barra istituzionale, ne avremmo parecchie, come già ho scritto recentemente. Gennaio è un mesaccio per noialtri. andreasIl 1° è morto Nenni, il 2 Adler, il 3 Garosci, il 9 Bobbio, il 14 Spini, il 15 Liebknecht e la Luxemburg, il 19 Craxi, Costa e Proudhon. Questa mestizia unita a quella di vedere il nostro amato paese tornare ad essere una mera espressione geografica, non ci impedisce di avere chiara la visione che se non rinasce un nuovo soggetto realmente socialista e democratico anche in Italia, non esistono molti altri “aggeggi” in grado di restituire sovranità e dignità di patria.L’Europa puo’ e deve funzionare aumentando la diffusione della democrazia, non riducendola. Ma per esistere ha bisogno di stati forti e non già dell’attuale lazzeretto. Alla fine di tutte queste considerazioni, mi viene giusto in mente che anche noi avremmo un “figlio d’arte” che se ne avesse voglia, dovrebbe fare immediatamente come ha fatto Papandreou in Grecia. Che esca da un psi che ormai non ha più niente a che spartire con la storia del socialismo italiano, essendosi anche prestato all’onta di smantellare quello “Statuto dei lavoratori” figlio di uno dei periodi più straordinari di crescita democratica dell’Italia, e si metta alla guida di un movimento trasversale sia alla malridotta sinistra che al sistema politico più in generale. Tiri fuori un po’ di grinta, di rabbia e di orgoglio (coglioni si dice in termine tecnico) e butti alle ortiche un certo fair-play più simile al narcolessico Prodi che non al coraggioso e spavaldo padre. Sono sicuro che Bettino ne sarebbe contento, e parecchio anche noialtri socialisti in esilio politico da troppo tempo.

Pubblicato in : Editoriale

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Pivatelli

    9 Gennaio 2015 alle 19:03

    il coraggio,uno,se non ce l’ha,non se lo può dare;così dice don Abbondio.Ma non è questa la questione.
    I figli non sono quasi mai uguali ai padri.Possono essere migliori o peggiori.Ahimè,il partito socialista tornerà quando ci sarà reddito da redistribuire.Non ora,non siamo nel primo novecento.

    Rispondi
  2. Tonino Piras

    6 Gennaio 2015 alle 16:01

    Ma a riprova di uanto ho già espresso in precedenza voglio citare mio malgrado un episodio che la dice lunga e giustifica il mio dire a riguardo.E’ cosa che ho già detto a Bobo il quale molto correttamente mi ha dato ragione .E questo semmai è solo l’inizio ma comunque un buon inizio.Difficilmente Bettino si precipitava a dare ragione a chichessia,dunnque Bobo non gli somiglia affatto,anzi.Bobo rispondeva a Giampaolo Pansa in una intervista di anni fà lamentando di essere stato “assoldato” dal padre alla politica,facendo intendere dunque di averne sofferto.Rimasi sconcertato da queste parole e subito intervenni su FB sottolineando l’ignavia del giovane Craxi.Lo rimproverai garbatamente dicendogli che avrebbe dovuto difendere la sua autonomia e le sue idee rifiutando l’invito del padre che(conoscendo Beino) aveva di sicuro il carattere dell’ordine imperiale.Bobo dopo un pò mi dette ragione e questo semmai lo riscatta ai miei occhi dai giudizi affrettati e pesanti chè Craxi resta sempre un nome impegnativo ancora oggi dopo vent’anni.

    Rispondi
  3. Tonino Piras

    6 Gennaio 2015 alle 15:47

    Bobo non è “figlio d’arte” ma solo figlio di Bettino e quesa differenza non garantisce la riuscita dell’operazione auspicata in questo articolo.

    Rispondi
  4. n.c.

    6 Gennaio 2015 alle 08:09

    Questa di Silvestri è una bella provocazione che però potrebbe anche innescare un moto di orgoglio nel “disperso” popolo liberal-socialista. A differenza di Carlo Garrano, penso tuttavia che ciò non potrebbe mai avvenire attraverso qualche comparsata televisiva (restano ormai indigeste a tutti), ma iniziando da quaclhe parte un significativo giro della Penisola per pazientemente ricucire, ricucire e ancora ricucire.

    Rispondi
  5. Carlo Garrano

    6 Gennaio 2015 alle 02:25

    Silvestri il suo discorso e chiaro nei confronti di Bobbo la questione e che gli manca il coraggio di rivendicare quello che lui stesso dice nei suoi discorsi anche nelle assemblee del partito in cui milita o meglio forse non riesce a farsi invitare nelle trasmissioni e rivendicare tutte quelle cose per cui il padre e morto , e non dico di rivendicare dicendo che suo padre aveva già predetto tutto. ma dirle con parole sue e attualizzando tutto .- partendo dalla revisione del patto di Mastrit , per arrivare alla non condivisione di tutto quello che sta facendo lo zerbino del PD Nencini.

    Rispondi
  6. Massimo Codari

    5 Gennaio 2015 alle 01:30

    Caro Silvestri,
    pur apprezzando la preoccupazione per la penosa situazione dei socialisti in Italia, avrei una sola puntualizzazione da fare.
    Bettino Craxi ha avuto due figli e uno dei due, i “coglioni” (sempre per utilizzare un termine tecnico) ce li ha.
    Temo che lei si sia rivolto a quello sbagliato.
    Cordialità.

    Rispondi

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