Il Falstaff di Verdi andato in scena al Teatro del Maggio ha entusiasmato il folto pubblico presente, che, dopo interminabili applausi, è stato ricompensato con il bis della fuga finale “Tutto nel mondo è burla”. Gran parte del merito dell’ottima esecuzione dell’estremo capolavoro verdiano va sicuramente attribuito a Sir John Eliot Gardiner, direttore inglese specialista del periodo barocco e classico, ma che da anni ha esteso il suo raggio di azione all’Otto-Novecento, dimostrando una grande accuratezza e profondità di analisi di numerose partiture operistiche e strumentali, da Rossini a Stravinskij. Il suo Falstaff eleva l’orchestra al ruolo di protagonista, in un tessuto musicale ricco di sfaccettature e di continue alternanze fra etereo lirismo e chiassosa comicità, grazie ad un complesso strumentale in ottima forma; malgrado qualche momento di squilibrio rispetto al palcoscenico, l’intreccio fra orchestra e cantanti funziona in maniera più che soddisfacente.
Un altro elemento di forza dello spettacolo, oltre al direttore Gardiner,è stato il baritono Nicola Alaimo, che ha dato vita ad un Falstaff mattatore sulla scena, in perfetta sintonia con il personaggio per comicità ed espressività, oltre che dotato di una vocalità prorompente; molto efficaci e divertenti i due “seguaci” Bardolfo e Pistola (Antonio Garés e Gianluca Buratto), insieme al Dr. Cajus di Christian Collia e nel complesso discreta anche la prova impegnativa di Simone Piazzola nei panni di Ford, mentre più incolore è apparsa quella di Matthew Swensen, alias Fenton. Il cast femminile ha avuto l’esponente di maggior spicco nella Meg di Caterina Piva, specialmente per la sua trascinante vivacità, laddove è risultata meno convincente da un punto di vista vocale il soprano Ailyn Pérez (Alice Ford) e pure un po’ al di sotto delle aspettative Sara Mingardo (Quickly) e Francesca Boncompagni (Nannetta). Buona la performance del coro, preparato da Lorenzo Fratini, unita a quella degli ottimi figuranti speciali.
Infine la regia di Sven-Eric Bechtolf, che pur rimanendo nel solco di una quieta tradizione, scorre in modo agile e piacevole, avvalendosi dei colorati e gustosi costumi di Kevin Pollard, delle scene di Julian Crouch, costruite su una serie di pannelli lignei, animati e trasformati dalle proiezioni di Josh Higgason e dei vivaci giochi di luci di Alex Brok.
Prossime repliche martedì 30, venerdì 3 dicembre (ore 20) e domenica 5 (ore 15,30).
Luca Summer

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