
Josef Stalin o Mao Tze-Tung o Kim Jong-un, il problema di realizzare una “missione divina” non l’hanno mai avuta , diversamente, da Mussolini e Hitler in poi, le destre hanno sempre dichiarato di realizzare una “missione divina” . Gli autoritarismi e le dittature di destra hanno il difetto di fabbrica di dover ricercare un forte consenso per legittimare il potere concentrato tutto nelle mani e nella testa del “capo”. Non si vota perché è inutile in quanto il consenso per il leader è vasto, palpabile, e riconoscibile dal popolo. I leader comunisti, penserà Trump: beati loro!, non si sono mai posti il problema del consenso perché il potere gli proviene dal partito. Il “capo” non è il Presidente della Repubblica ma il “segretario del partito” che in varie fasi è eletto dai membri del Politburo . Per le destre la religione ha costituito uno strumento di controllo della società ma soprattutto di promozione del consenso pur essendo quasi tutti i leader atei e/o profondamente anticlericali. E quale migliore strumento per avere consenso in popolazioni cristiane o meglio cattoliche nell’essere depositario, latore di una “missione divina”. Spesso l’espletamento di queste missioni hanno avuto atteggiamenti tragici altri tragicomici altri si sono esposte al limite del ludibrio. Tutte sono finite male per gli unti. Per la pastora Trump è il nuovo Gesù Cristo In quanto a ludibrio il massimo è stato un filmato su YuoTube nel quale durante un evento alla Casa Bianca il 1° aprile, Paula White-Cain, pastora evangelica e principale consigliera spirituale del presidente, gli ringhiava a pochi centimetri dal viso di Trump , immobile e quasi in trans, che era “il più grande difensore della fede che avessimo mai visto in un presidente”, e paragonando la sua storia a quella di Gesù Cristo. La pastora: “sei stato tradito, arrestato e falsamente accusato. È uno schema familiare che il nostro Signore e Salvatore ci ha mostrato” e ancora: « il Signore, grazie alla sua risurrezione, a chiesto a te di risorgere ». Solo guardando il video si può apprezzare la fermezza e la convinzione con la quale la pastora ha pronunciava queste frasi. Nemmeno il miglior Crozza ci sarebbe riescito. L’Unto convinto dalla pastora della sua natura divina ha pubblicato un’immagine su Truth Social che lo ritraeva nelle vesti di Gesù che guarisce un malato, con i fedeli che lo guardano in adorazione, una bandiera degli Stati Uniti che sventola sullo sfondo e figure misteriose che fluttuano nel cielo. A primo colpo mi è sembrata più adatto alla pubblicità del Vicks Vaporub. Con quella immagine trumpone si è inserito nel dogma centrale della Cristianità, la Santissima Trinità, al secondo posto delle gerarchie, dopo il padre , Dio, c’è lui. Come sperava Trump, è scoppiato un vespaio di polemiche alimentato sopra tutto da commentatori e podcaster conservatori, MAGA e non MAGA, nei quali aleggiavano le parole “blasfemia” e “bestemmia”. Tutte chiacchiere che in America producono soldi. Considero irrilevanti anche le domande retoriche e ciniche tipo: “cosa faranno i cristiani che sostengono Trump?”, “ i cristiani condanneranno ciò che ha fatto e continueranno a sostenere un uomo che viola sfacciatamente i Dieci Comandamenti tutti i giorni”. Non succederà nulla perché Trump non è un errore della storia ma il terminal di una quantità di interessi finanziari, razziali e razzisti, tecnologici e sociali, che per quella società hanno bisogno di essere affrontati in una fase di declino in modo risoluto anche con metodi poco ortodossi. Trump è sembrata la persona giusta per ribaltare il declino non solo ad un elettorato conservatore ma anche in parte progressista. Quanto danno sta arrecando Trump all’America La domanda più rilevante mi sembra quella posta da Davide Francese sul NYT: “ Quanto sta danneggiando l’America e il mondo lo zelo cristiano di Trump? Se prendi un uomo già di per sé grandioso e lo riempi di un senso di scopo divino, puoi liberare un tiranno. Come si comporterebbe un presidente se credesse di essere investito di uno scopo divino? Non cercherebbe forse di espandere il suo potere oltre ogni limite precedente? Dopotutto, è in missione per conto di Dio. O forse pensa di essere come Dio?. È difficile scrivere queste parole, ma questo è esattamente il significato dell’immagine condivisa da Trump”. E’ evidente che da questa consapevolezza a ritenere di essere onnipotente il tragitto è breve e ti permette di compiere qualsiasi nefandezza: iniziare guerre senza alcuna giustificazione, che violano il diritto internazionale e senza chiedere l’autorizzazione al Congresso, violare l’Art. 1 della Costituzione sulla libertà di parola deportando o licenziando chi manifesta per valori contrari rispetto ai suoi, licenziare giudici che gli danno torto nelle cause, bombardare in acque internazionali imbarcazioni anonime , porre un blocco navale illegale ad una nazione sovrana come il Venezuela e farsi consegnare il Presidente della Repubblica, deportare cittadini anche dopo una sentenza di un giudice che la negava, imporre dazi illegittimi con un danno per le aziende americane, chiudere intere istituzioni federali istituite dal Congresso con una mail, ordinare al Dipartimento della Giustizia di perseguire i suoi nemici o comunque quelli che hanno indagato su di lui, vietare l’insegnamento dell’inglese ai bambini immigrati, cancellare i finanziamenti federali alle università che non presentino corsi di studi di indirizzo conservatore, minacciare di togliere la licenza agli studi legali se non accettano di difendere gratuitamente il governo nelle decine di migliaia di cause intentate da persone o enti che si sentono danneggiate dalle azioni dell’amministrazione. Questo solo nell’ultimo mese. E’ alla luce di questa posizione divina che è utile inquadrare le parole di disprezzo pronunciate da Trump verso Leone XIV° che considera un suo rivale religioso nella competizione per conquistare il consenso e i voti dei cristiani americani. Non credo sia possibile separare lo scontro pubblico di Trump con Papa Leone e la Chiesa cattolica dal suo personale senso di autorità divina. A rinforzo della posizione divina di Trump è arrivato il vicepresidente JD Vance, convertitosi al cattolicesimo relativamente di recente, che ha rimproverato il Papa: “così come è importante che il vicepresidente degli Stati Uniti stia attento quando parla di questioni di politica pubblica, penso che sia molto, molto importante che il Papa stia attento quando parla di questioni teologiche”. Tutta questa montagna di chiacchiere è una bufala, una “sola”, come dicono a Wall Street, per distrarre l’opinione pubblica rispetto alla sconfitta che gli Stati Uniti e Israele, stanno subendo dall’Iran e che è già costata, e continuerà a costare ancora per molto tempo, agli americani e al resto del mondo una montagna di soldi. Trump è concentrato solo su come chiudere la guerra evitando di farsi sloggiare da tutto il medioriente, senza abbandonare Israele e rabbonire l’opinione pubblica americana che non è stata la lobby sionista a costringere gli USA ad entrare in guerra. Basta leggere i commento dei lettori sul NYT o sul Post per verificare gli umori che si stanno diffondendo in una società americana in profonda crisi, nella quale si sta passando dall’antisionismo all’antisemitismo ritenendo gli ebrei colpevoli di tutto il peggio degli USA compreso l’assassinio di J.F. Kennedy. Non è così ma quando si scoprono certi vasi escono umori che sono volatili e si spargono in tutte le direzioni senza poterne controllare le direzioni. Se Trump voleva passare alla storia avrebbe evitato la guerra e costretto Israele e Iran a sedersi intorno ad un tavolo faccia a faccia avvertendo le parti che la potenza militare, diplomatica ed economica degli Stati Uniti era fuori dalla stanza e attendeva solo risposte positive non per una pace ma per un primo armistizio che tenesse conto delle reciproche posizioni. Come diceva Kissinger “i diplomatici trovano sempre un modo per arrivare ad un accordo”. I diplomatici ma non i politici che ritengono tutti, Trump, gli iraniani e gli israeliani depositari di missioni divine.
Fulvio Rapanà

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