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Il dado è tratto

Se la Consulta non modificherà totalmente o parzialmente la legge elettorale che senza scosse particolari il parlamento della Repubblica ha approvato lo scenario più inquietante rischia di realizzarsi senza che buona parte della popolazione italiana se ne renda conto.

di Bobo Craxi | 10 Ottobre 2026

Se la Consulta non modificherà totalmente o parzialmente la legge elettorale che senza scosse particolari il parlamento della Repubblica ha approvato lo scenario più inquietante rischia di realizzarsi senza che buona parte della popolazione italiana se ne renda conto.

Non sono vaticini di profeti di sventura; ma in realtà è probabile che, attraverso l’ingranaggio tecnico studiato dai sarti elettorali che hanno confezionato una legge elettorale su misura, una maggioranza politica relativa che diventa assoluta può eleggersi il proprio Capo dello Stato e, ad oggi, l’idea che Giorgia Meloni possa diventare il futuro Presidente della Repubblica é tutt’altro che peregrina.

Ovvero per la prima volta non tanto una donna (che sarebbe una buona cosa) quanto un leader politico di destra di continuità missina siederebbe sullo scranno più alto e decisivo delle sorti democratiche del paese.

Si tratta di aver chiaro la parabola effettuata dalla politica italiana dalla fine della Repubblica ad oggi, quale esito drammatico ha prodotto la scomparsa delle grandi forze politiche e democratiche e sopratutto di avere contezza di quale forza d’urto oggi la rete della Destra Internazionale é in grado di mettere in campo.

Se ne scorgono tutti i tratti evidenti quando i leader sudamericani Milei e Bolsonaro si riuniscono con Bibi Netanyau che dell’idea di una destra religiosa e messianica e’ il rappresentante più autorevole, si avvertono le ingerenze nelle campagne elettorali parziali tedesche e spagnole dei grandi oligarchi del web come Elon Musk grande supporter anche di Giorgia Meloni.

Continuiamo ad immaginare e soprattutto a sperare che questo legno storto della democrazia possa essere raddrizzato ma la realtà corre veloce come corrono veloci le diavolerie tecnologiche che stanno rivoluzionando tanto il mondo militare e il mondo della produzione, mietendo vittime sacrificali civili e vittime nel mondo del lavoro senza tutele e sufficienti supporti democratici alle spalle. Così come produce vittime della diseguaglianza la finanza speculativa aggressiva, espulsioni dal posto di lavoro e persino dalle abitazioni come è accaduto alla pensionata Maricarmen a Madrid morta di dolore.

Nell’Italia nella quale la crescita media annua della produttività del lavoro é stata dello 0,3% fra il 1995 e il 2024.
Nella quale i salari sono fermi e addirittura quasi del 10% sotto il livello del 2021.

Dove una persona su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici per attese e difficoltà economiche.
Dove Ambiente e Sviluppo, Sicurezza e Immigrazione diventano terreni di scontro radicale e non di Riformismo pratico nelle scelte pubbliche; in Quest’Italia attardarsi nelle decisioni della cucina della politica e non determinare una reale proposta alternativa all’immobilismo governativo ed al rischio che la nuova Destra Nazionalista faccia banco é un atteggiamento colpevole.

Le Primarie nel CentroSinistra non saranno una gara di idee, osservo quel che avviene nelle primarie socialiste in Francia per le presidenziali ed esse si sono trasformate in un vero e proprio scontro autodistruttivo; prassi se possibile da evitare ricercando nel tempo soluzioni più idonee.
Razionale sarebbe una scelta dettata dall’oggettiva necessità di una sintesi condivisa largamente, si obietta che essa non avrebbe il concorso del suffragio parziale popolare, ma il vero sostegno popolare dovrà essere espresso nei confronti di una coalizione alternativa capace di far cambiare aria al nostro paese e quella si esprimerà attraverso le urne.
Se al contrario avremo primarie meglio che esse vengano fatte in un tempo breve per determinare, organizzare, consolidare una alternativa politica convincente.

p.s.

Per quanto riguardano noialtri socialisti
Resto dell’idea che l’unione delle aree minoritarie del centro sinistra che si riconosce nel modello riformista, nell’orizzonte laico e democratico, civico ed ambientalista resti necessaria. ( smettendola una buona volta di chiamarla “quarta gamba” non siamo né in ortopedia né in falegnameria)
Penso e spero che il tempo che abbiamo a disposizione , oltre che la capacità di superare gli ostacoli capestro che sono stati posti alla base della legge elettorale, o si raccolgono le
Firme o si sceglie un’apparentamento;
Il tempo a disposizione potrà servire a lavorare in una direzione utile e razionale. I segnali di crescita per il (PSI) non mancano questo significa che è stato fatto un buon lavoro in mezzo a molte difficoltà e pregiudizi.

Bobo Craxi

Pubblicato in : Editoriale

Info Bobo Craxi

Vittorio “Bobo” Craxi è un politico italiano, già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU nel secondo governo Prodi. Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista Italiano. È il figlio secondogenito di Bettino Craxi e fratello di Stefania.

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