…penso sarà la prima conseguenza delle immagini dell’acqua alta di quest’anno. E di conseguenza chi ha comprato con un mutuo smetterà di pagare rate tropo superiori al valore attuale dell’immobile. Ci fosse ancora la Cassa di Risparmio di Venezia avrebbe grosse difficoltà, ma fortunatamente è stata assorbita da Intesa San Paolo che ha le spalle larghe: in ogni modo le aste degli immobili ipotecati contribuiranno per molto tempo a mantenere bassi i valori immobiliari di Venezia.
Nè si speri che con il Mose, che peraltro non finisce mai e non si sa se e come funzionerà (molti pensano che sarà distrutto dalle prime mareggiate come questa), il fenomeno dell’acqua alta diminuirà: come sostiene Cacciari, un raro caso di sindaco intellettuale, i canali che sono stati dragati per far arrivare dentro a Venezia le mostruose navi dei croceristi fanno arrivare direttamente anche il mare, che per millenni veniva smorzato dalla palude fangosa su cui è stata costruita Venezia, con pochi passaggi più profondi e variabili nel tempo che consentivano il transito di navi a basso pescaggio che però potevano essere guidate solo da veneziani (in tanti secoli, nessuno ha mai provato a invadere Venezia dal mare, perchè gli accessi praticabili momento per momento li conoscevano solo pochi veneziani). Così un gioiello dell’umanità sarà distrutto dalla voracità e dall’incompetenza di una generazione di squallidi politici e progettisti approssimativi.
Più in generale se il riscaldamento climatico continuerà, fenomeni come quello odierno di Venezia si diffonderanno in tutte le metropoli in riva al mare, eccettuate quelle olandesi, che sanno come strappare la terra al mare. Loro lo fanno con le dighe, i veneziani, finchè si facevano governare da persone intelligenti, si difendevano con una enorme palude variabile nei passaggi comunque bassi e che lasciavano spazio a saline e ad allevamenti di pesci e molluschi. Wall Street inondata sarà una vendetta della storia? Certamente l’agitazione di Trump che non vuole che si parli di riscaldamento globale è dovuta alla paura che le banche non accettino più i suoi immobili di Miami e New York a garanzia delle sue operazioni immobiliari nel mondo…
Claudio Bellavita

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