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Il contenitore democrazia non regge più il contenuto

In Italia, in Europa e in tutto l’Occidente, la democrazia è diventa per i popoli una sorgente di calamità, un costo senza ricavo, per la crescita eccessiva di intellettuali, professionisti e burocrati che suppliscono alla carenza di risorse del mercato attingendole politicamente dallo Stato, a danno delle altre classi sociali meno istruite e meno potenti.

di Franco Luceri | 5 Novembre 2022

Viviamo in un mondo dove quasi tutti i popoli aspirano alla democrazia, (pure se esportata a cannonate) e dubitare della sacralità di questa quasi religione è a dir poco blasfemo.

Ma a rischio di far rivoltare Platone nella tomba, qua tenterò di dimostrare che il sistema politico democratico, in quanto contenitore di classi sociali libere di autogovernarsi, non è buono o cattivo a prescindere, ma risente della qualità e quantità del contenuto.

La crescita patologica di una classe sociale, mette in competizione selvaggia gli addetti, generando nel “contenitore” pericolose crepe di giustizia e carenza di risorse.

In Italia, in Europa e in tutto l’Occidente, la democrazia è diventa per i popoli una sorgente di calamità, un costo senza ricavo, per la crescita eccessiva di intellettuali, professionisti e burocrati che suppliscono alla carenza di risorse del mercato attingendole politicamente dallo Stato, a danno delle altre classi sociali meno istruite e meno potenti.

Posto che la politica è la soluzione dei problemi; chi non ha problemi (perché li previene o li risolve in proprio), non ha bisogno di politica. Berlusconi potrebbe fare tranquillamente a meno di rodersi il fegato da politico perché ha risorse finanziarie (prodotte da imprenditore) sufficienti per risolversi i problemi nelle sue successive 10 vite.

Che sia un singolo cittadino o un popolo, può dirsi democraticamente sovrano solo se è autosufficiente. E qualunque politica, che governando, attentasse alla sua autosufficienza e sovranità, invece di conservarla e difenderla, sarebbe tutto, meno che democratica.

Ora voi trovatemi su tutto il pianeta, un angolo sperduto, in cui la politica, inseguendo il miraggio della globalizzazione non stia attentando a l’autosufficienza e sovranità dei popoli, e persino alla vita.

L’umanità è così malridotta, che a milioni di persone, a breve, potrebbero mancare, non i beni e servizi di lusso, ma persino quelli primari: pane e acqua. Ora ditemi voi dov’è la sovranità dell’intera Italia e dell’intera Europa, posto che a Putin è bastato prima ritoccare il listino e poi chiuderci il rubinetto del gas per mettere nei guai l’Europa e far retrocedere l’Italia da potenza industriale a repubblica delle banane. 

Oggi a rischio povertà in Italia non sono soltanto i lavoratori poveri perché poco istruiti e malpagati, ma anche la classe media diplomata e laureata che in una vera democrazia avrebbe dovuto essere la mente “pensante” che rende produttivo e perequativo il sistema sociale, e non la mano rapace che lo deruba e lo affama, fino a trasformare i cittadini in sudditi.

Se gli italiani hanno fatto ricorso alla democrazia per perdere la sovranità, e ora 5 milioni di poveri rischiano seriamente la vita e altri 10 sono sull’orlo del baratro povertà, il governo del popolo sovrano dove e quando lo avete visto passare !

Ormai la democrazia è un contenitore che trabocca di carnefici e vittime private e pubbliche, perché la politica è esercitata come qualunque altra professione per conservarsi la clientela elettorale dipendente e sfruttabile, dando  ai problemi sociali solo soluzioni finte, conservative, truffaldine e persino criminali.

Ogni addetto ai lavori professionali e politici cura “amorevolmente” la propria clientela di: discenti, lettori, telespettatori, pazienti, clienti, utenti, elettori e contribuenti, perché abbiano in ogni istante della loro vita, urgente e insostituibile bisogno di un “servizio professionale, politico, burocratico, finanziario truffa”.

La politica ha capito perfettamente come conservarsi il potere e speculare arricchimento crescente, e lavora, al pari di qualunque altra professione, anzi meglio, per evitare che il popolo, diventando concretamente autosufficiente e sovrano, possa fare a meno della costosa classe politica, finta democratica, e la metta in cassa integrazione prevenendo o risolvendo i problemi in proprio, alla Silvio maniera.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, classe politica, democrazia, europa, globalizzazione, governo, integrazione, italia, mercato, mondo, persone, putin, religione, repubblica, sistema politico, soluzione, stia

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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