Era l’inizio dell’estate del 2005, e all’esito del voto referendario abrogativo sulla fecondazione assistita fu chiaro che in Italia la politica non contava praticamente più nulla. L’esito, determinato da un’amplissima astensione, era il frutto avvelenato della decisione assunta dalla Chiesa di Ruini.
Ad aprile dell’anno successivo, il centrodestra, sempre più avvitato sulla leadership di Berlusconi, perse le elezioni a vantaggio dell’Unione di Prodi. Il nuovo governo durò in carica 2 anni fino al maggio 2008, poco dopo la nascita del Partito democratico (17/10/2007). A luglio 2007, prometeicamente (Prometeo è colui che vede anticipatamente ciò che accade), Emanuele Macaluso diede alle stampe un saggio dal titolo Al capolinea controstoria del PARTITO DEMOCRATICO, il cui messaggio politico principale – che ancora oggi dà plausibilmente il senso di quanto è accaduto in tutti questi anni – è stato ed è: “Il Partito Democratico appare più somma che sintesi”.
Innanzitutto, somma di apparati (allora di DS e Margherita) del potere sia centrale che locale; inoltre, puro strumento di tattica e privo di una strategia, ovvero di una proposta anticipatrice del futuro e risolutiva della crisi, economica politica e istituzionale, che sarà immediatamente e del tutto evidente. E ora? Siamo ancora al nodo gordiano della questione irrisolta, che è stata ed è la Seconda Repubblica. Nella forma attuale, con somma pervicacia, della proposta di exit strategy, stavolta in chiave perfino costituzionale, concernente il Partito unico della nazione.
“Oggi – scrive Macaluso – sono evidenti i limiti di chi, attraverso il Pd, cerca di mantenere le leve del comando piuttosto che dare sbocco alla crisi del paese … E ancora oggi si parla – ed è la verità – del fatto che il nodo non sciolto è quello del sistema politico, della qualità della politica”. Questo diceva, il Grande vecchio, ma nove e ben oltre anni fa. Ritengo, anche venticinque circa.
Angelo Giubileo

Caro Angelo, hai ragione a ricordarci certi DETTI, ma le stagioni sono passate, il tempo è mutato, il DS è una sintesi di slabbrature, un insieme che non potrà mai amalgamarsi, non esiste crogiulo che possa macerare e coagulare.
Il tempo ci darà un’altra cosa speriamo a Noi più vicina per lo meno nell’onestà intellettuale.
Per ora il DIO è il DENARO, anche per l’Ecclesia, vedi Ior ed altro.
“Verrà il giorno in cui ritorneranno “Sentimenti, Ragione e Solidarietà”, ma non come misericordia, ma come diritti.
Raffaello da Montepulciano