I segnali arrivano da lontano. Da molto lontano. Dalle elezioni politiche del 2018. Vince Grillo. Nel centrodestra è la Lega a prendere più voti. Ed infatti è Salvini a parlare nelle conferenze stampa dopo le consultazioni con Mattarella. Ricordatevi i siparietti con Berlusconi. Non vi è nessuna maggioranza in grado di formare un governo. Si prospettano nuove elezioni. Poi il colpo di scena. La Lega si accorda con il M5s e nasce il primo Conte. Con la Meloni e Forza Italia all’opposizione. Salvini spicca il volo. Nei sondaggi ben presto diventa il primo partito fino ad aggiudicarsi una sonora vittoria alle Europee superando il 30 per cento. Ma arriva il Papeete. Crolla tutto. Si accordano PD e grillini e parte il Conte bis. Il centrodestra sembra ricompattarsi. Il Conte bis non regge ed esplode la pandemia. Mattarella chiama Draghi e vara il nuovo esecutivo di unità nazionale, con dentro Lega e Forza Italia. La Meloni non ci sta e va all’opposizione e nei sondaggi va fortissimo. Arrivano le elezioni amministrative di ottobre 2021. Dopo una faticosa trattativa il centrodestra si accorda ma va incontro ad una brutta sconfitta. Il centrosinistra vince a Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli. Nei sondaggi la Meloni supera Salvini. Con l’elezione di Mattarella il centrodestra implode. L’alleanza è sciolta. Salvini arranca e la Meloni fa la voce grossa. Berlusconi è gelido con tutti e due e cerca di mettere insieme i moderati che si riconoscono nel PPE. Tutto è a pezzi. Un puzzle difficile da ricostruire.
Roberto Caputo

Il problema è che le tre comparse non hanno più il loro attore, mentre la controparte insiste con diversi attori che si contendono il medesimo palcoscenico.
L’alleanza è sciolta? Tranquilli, si rifarà e tutte queste parole si disperderanno nel nulla.