• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il centro-sinistra non ottiene la fiducia

di Fabio Lucchini | 10 Marzo 2013

Analisi Policy Network (1): Il PD ha perso tre milioni di voti in cinque anni
Giuliano Bobba e Duncan McDonnell

bersaniA poche settimane dall’apertura dei seggi già si palesava lo stallo in cui era piombata la campagna elettorale del Partito Democratico, ma questa volta nessuno avrebbe potuto immaginare un simile arretramento al momento dello scrutinio. Con un vantaggio stimato nell’ordine dei dieci punti all’inizio della campagna elettorale, anche in seguito alla rimonta di Berlusconi e alla “salita” in politica di Monti, sembravano esserci pochi dubbi che Pierluigi Bersani sarebbe stato il nuovo primo ministro. O di un governo PD-SEL o di una coalizione appoggiata dal nuovo partito guidato dal premier uscente.

Così non è stato, ma, piuttosto che speculare su ciò che riserva il nebuloso futuro, Giuliano Bobba, docente presso l’Università di Torino e Duncan McDonnell, ricercatore dello European University Institute, preferiscono riflettere su quel che è effettivamente accaduto. Infatti, concentrandosi troppo sul buon risultato personale di Berlusconi e sull’exploit del Movimento Cinque Stelle (M5S), molti commentatori hanno tralasciato degli aspetti importanti della debacle del centro-sinistra, che i due studiosi elencano puntualmente:

1) Contrariamente a quanto si è pensato per due anni, il PD non è il primo partito italiano. Il centro-sinistra ha raggiunto come coalizione il 29,5%, 0.3 punti sopra il PdL alla Camera, sufficienti per ottenere un enorme bonus di maggioranza di circa duecento seggi. Tuttavia, il Partito Democratico, seppur per poche decine di migliaia di voti, è stato clamorosamente superato dal M5S nel voto per la Camera Bassa.

Al Senato (dove non votano i minori di 25 anni), il PD ha conquistato la leadership, ma ha mancato nettamente la maggioranza assoluta, a causa della bizzarra legge elettorale in vigore per la Camera Alta, della tenuta del PdL in alcune regioni chiave, dell’exploit grillino e del modesto risultato del partito di Monti, che si riteneva potesse sostenere un governo guidato da Bersani nel caso PD-SEL non fossero riusciti (come puntualmente avvenuto) a raggiungere una maggioranza autonoma.

2) In termini percentuali e di numeri assoluti, il PD ha peggiorato i risultati ottenuti nelle ultime due elezioni politiche. In particolare, il declino rispetto alla pur netta sconfitta elettorale del 2008 è significativo: il PD ha perso oltre tre milioni di voti in tre anni.

3) E’ fuorviante sostenere che il risultato sia frutto di una vittoria personale di Berlusconi contro il centro-sinistra. Un editoriale del New York Times sostiene una simile teoria, ma sbaglia, perché non considera la perdita di oltre sei milioni di voti e di 16 punti percentuali patita dal PdL in cinque anni.

4) La sostanziale sconfitta del PD si spiega con il più brillante esordio elettorale che si ricordi negli ultimi decenni nel mondo occidentale, ossia il trionfo del M5S. Se ci si concentra su chi ha votato per il movimento-partito di Beppe Grillo, si riscontrano due elementi preoccupanti per il PD. In primo luogo, secondo uno studio dell’Istituto Cattaneo, in diverse città molti di coloro che hanno scelto il M5S avevano votato PD nel 2008 (il 58% degli elettori grillini della rossa Firenze, ad esempio). In secondo luogo, il M5S è diventato molto più attraente per i giovani rispetto ai Democratici. Basta considerare le differenze non marginali tra voto alla Camera e al Senato per comprendere come Grillo abbia surclassato Bersani nella fascia d’età 18-24.

In conclusione, tre brevi riflessioni:

Primo, l’anomalia italiana è in qualche modo riconducibile a quanto sta avvenendo nel resto del mondo occidentale in crisi, dove i partiti tradizionali e istituzionali perdono regolarmente consensi a vantaggio di outsiders antisistemici. Infatti, le maggiori forze che hanno sostenuto il governo Monti – PD, PdL e UDC – sono passate da poco meno dell’80% dei consensi del 2008 a circa il 60% nel 2013.

Secondo, invece di etichettare il voto per il M5S come “di protesta”, il centro-sinistra farebbe bene a ricordare che molti dei temi forti di quel movimento (leggi anti-corruzione, riforma del sistema politico, ambiente, ammortizzatori sociali, consultazioni locali sulle grandi opere) sono condivisi anche da un’ampia fetta della propria base elettorale.

Last but not least, in mezzo alla confusione della scorsa settimana (e probabilmente di quelle a venire), sarà bene appuntarsi quanto segue: il destino della democrazia italiana non è solo nelle mani dei mercati, dell’Unione Europea o degli editorialisti dei giornali internazionali. Dopo un anno di governo tecnico, i cittadini hanno finalmente parlato e quello che hanno espresso, anche se non è ovviamente piaciuto a The Economist o al leader socialdemocratico tedesco Peer Steinbrueck, dovrà far riflettere parecchio il centro-sinistra italiano. Così facendo potrebbe forse evitare nuovi traumatici fallimenti.

Pubblicato in : Primo piano

Info Fabio Lucchini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti