Una sentenza della Corte d’Appello di Torino ha condannato l’Inail (lo Stato italiano) al risarcimento di un lavoratore, esposto per lunghi anni all’uso del cellulare. La sentenza di secondo grado conferma la pericolosità del telefonino ribadendo il contenuto della condanna di primo grado dell’Inail.
Il “nesso di causa” è stato riconosciuto pienamente dai giudici. I cosiddetti negazionisti (coloro che per interesse di parte negano l’evidenza) dicono che mancano i riscontri scientifici per dimostrare che le radiofrequenze del cellulare sono la causa di tumori maligni chiamati “gliomi”.
Purtroppo, la storia si ripete… Anche per il fumo mancano i riscontri scientifici, ora superati dalle statistiche che dimostrano con grandi numeri che sono quasi sempre i fumatori che si ammalano di cancro ai polmoni.
Questa vicenda ricorda anche la storia dell’automobile; i signori Ford, Agnelli e company, sapevano bene già 70 anni fa che la “macchina ci avvelena”, che gli scarichi delle vetture sono all’origine di molti tipi di tumore. Eppure siamo qua, con i provvedimenti ridicoli come la domenica a piedi proclamata a Milano, mentre sarebbe bastato rimandare la larga diffusione della motorizzazione delle famiglie di qualche decennio in attesa di mettere sul mercato modelli che non inquinano. Ma ha vinto il profitto, a danno dell’ambiente e delle famiglie che fanno fatica a mantenere un’auto, che ci fa ammalare; pazzesco!
Per i cellulari, come per il fumo, per i giudici della Corte d’Appello di Torino, sono state le statistiche, i dati oggettivi, a far passare in second’ordine i riscontri scientifici e riconoscere come malattia professionale il danno subito da un lavoratore per anni esposto all’uso del cellulare. Dal 1990 al 2016 i tumori al cervello causati dal telefono portatile, sono aumenti del 17%; in Italia dove si fa largo uso di questo mezzo di comunicazione, la percentuale di malati è del 39%. A causa dell’uso prolungato per 10 anni, il dato statistico sale al 44%..
Gli utilizzatori di cellulari in Italia sono il 93% della popolazione; questo nostro articolo non ha l’obiettivo di far smettere da un giorno all’altro di usarlo. Lo scopo è quello di far acquisire consapevolezza che il cellulare nuoce gravemente alla salute, in modo particolare può risultare micidiale per i bambini. E allora che fare? Anzitutto è un errore disdire il telefono fisso, che non ha controindicazioni. Per il resto cerchiamo di utilizzare il cellulare meno possibile, per rapide comunicazioni per emergenze e non per conversare. Riflettiamoci bene; ammalarsi per colpa del cellulare è da stupidi.
Roberto Fronzuti

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