
Casa Editrice: Edizioni Polistampa
Anno: 2014
N.Pagine: 452
Formato: 14×21
Prezzo : 28,00 €
Il carteggio inedito tra Emilio Betti, professore di materie romanistiche, e Giorgio La Pira, suo promettente discepolo nelle Università di Messina e di Firenze negli anni ’20 del Novecento, mette in scena la vicenda e le vicissitudini di un rapporto maestro-allievo. Neanche quattordici anni d’età separano i protagonisti – Betti è nato nel 1890, La Pira nel 1904 – ma ciascuno interpreta con convinzione il proprio ruolo. Dense di discussioni scientifiche (La Pira, guidato dal maestro, scrive la tesi di laurea e la monografia del 1930 sulla successione ereditaria), costellate di indiscrezioni e di giudizi anche duri sull’università, ricche di umanissimi contrasti: queste lettere accuratamente commentate da Crifò – mancato Crifò, l’ultima revisione si deve ai suoi allievi romani e a Carlo Lanza – ci permettono, oggi, di penetrare idealmente nello studio di un romanista di un secolo fa, permettendoci di rivivere un momento alto, e privato, di vita accademica e di cultura.
Presentazione di Mario Primicerio. Introduzione di Carlo Lanza. Nota redazionale di Maurilio Felici
Ci sono stati tempi in cui Giorgio La Pira e la sua azione suscitavano le reazioni più diverse: dalla sorpresa ammirata degli uni all’odio degli altri. È il destino quasi inevitabile degli uomini che vedono più lontano degli altri, che pensano più profondamente degli altri, che agiscono in maniera inusuale, in modo da sorprendere gli interlocutori. È importante che oggi La Pira abbia molti più amici di quanti ne aveva nella sua vita terrena. E ciò si capisce: è il verdetto della storia che ha confermato la bontà e la giustezza delle sue scelte di fondo. (Mikhail Gorbaciov)
Giorgio La Pira nasce a Pozzallo (Ragusa) il 9 gennaio 1904 da un’umile famiglia. Laureatosi in Giurisprudenza si trasferisce a Firenze, dove nel 1934 ottiene la cattedra di Diritto romano e fonda la Messa di San Procolo per l’assistenza spirituale e materiale dei poveri. Tra il 1929 ed il 1939 svolge un’intensa attività di studioso che lo mette in contatto con l’Università Cattolica di Milano: entra in amicizia con figure come padre Gemelli e Giuseppe Lazzati. Nel 1939, alla vigilia della guerra, fonda e dirige «Principi», rivista antifascista che difende il valore della persona umana e della libertà e pone le premesse cristiane per un’autentica democrazia. Il regime la sopprime l’anno seguente. Il 23 settembre 1943 sfugge alla polizia segreta che lo cerca per arrestarlo. Si nasconde prima nei dintorni di Siena e poi a Roma, nel 1944. Liberata Firenze l’11 agosto 1944, La Pira torna ad insegnare all’Università. Nel frattempo arricchisce il suo pensiero approfondendo la cultura cattolica francese e l’economia anglosassone. Nel 1946 viene eletto Deputato alla Costituente. Formula con Moro, Dossetti, Basso e Calamandrei i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica affermando le libertà civili, religiose, il diritto universale al lavoro, il valore dell’uomo. Nel 1948 è nominato sottosegretario al Ministero del Lavoro; il 6 luglio 1951 è eletto Sindaco di Firenze (1951-1958; 1961-1965). La sua opera di sindaco è punteggiata da notevoli realizzazioni amministrative e da straordinarie iniziative di carattere politico e sociale. Nel corso del suo primo mandato, lotta contro la disoccupazione; ricostruisce Firenze dalle macerie della guerra e fa costruire dei nuovi quartieri popolari; organizza gli incontri internazionali di Firenze: i Convegni per la pace e la civiltà cristiana, i Colloqui Mediterranei; il Convegno dei Sindaci delle Città Capitali del mondo. Dal 1966, anno in cui partecipa al restauro di Firenze alluvionata, comincia a ritirarsi dall’attività pubblica anche se resta forte il suo impegno per il disarmo, la pace e l’affermazione del primato dei valori umani e cristiani. Muore a Firenze il 5 novembre 1977. I suoi funerali suscitano una straordinaria commozione e una grande partecipazione nel popolo fiorentino. Paolo VI lo ricorda pubblicamente durante l’udienza del mercoledì 9 novembre.
È in corso la causa di beatificazione
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