Il nome è diverso, ma la sostanza è sempre quella: dar vita ad una formazione politica che possa diventare da sola maggioranza nel Paese. Il percorso è iniziato molti anni fa. La crisi del PCI dopo la caduta del muro di Berlino e poi la fine lacerante della prima Repubblica con la scomparsa del PSI e dei partiti laici. Con la conseguente nascita di movimenti nuovi, a partire dalla Lega di Bossi . Le esperienze sono molteplici. L’Ulivo 1 e l’Ulivo 2, Prodi e la fusione a freddo tra DS e Margherita che dà vita al PD di Veltroni che imbarca Di Pietro, ma lascia fuori i socialisti di Boselli. Ci riprova Renzi che ottiene alle Europee il 40 per cento per poi suicidarsi con il referendum. Ed ora Letta dopo i governi Conte, con Draghi premier, per battere il centrodestra ragiona per un campo largo. Tradotto, non è altro che una coalizione tra PD e i grillini. In fondo nulla di nuovo. Ci si ancora al passato e si progetta poco il futuro. Eppure la pandemia e purtroppo la guerra in Ucraina meriterebbero uno sforzo di immaginazione maggiore. Con un’emergenza ormai costante, non è più sufficiente sommare il PD con Calenda, Renzi Bonino ed i rivoli della sinistra usciti dal Pd e poi dar vita ad una coalizione elettorale col M5S. In questo momento la fortuna di Letta è il balbettio del centrodestra e la confusione dei grillini. Servirebbe un grande sogno, fatto da un nuovo progetto e da nuovi leader.
Roberto Caputo

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