Quattro nuovi ospedali da realizzare a Massa, Lucca, Pistoia e Prato. Un occasione unica per innovare e modernizzare il sistema sanitario della Toscana. La gran parte dei finanziamenti poi arriva dallo Stato, particolare anche questo da non trascurare. Solo che “l’efficientismo” della macchina amministrativa regionale, una valutazione del tutto autoreferenziale, ha quasi ottenuto il risultato di perdere soldi e opportunità. Prima con i pasticci fatti dalla regione per la gara di appalto, poi con l’incredibile vicenda della localizzazione della struttura pistoiese. Il fatto merita di essere analizzato perché la dice lunga sulle supposte “capacità” amministrative della sinistra e sulle accertate incapacità dell’opposizione. Mesi addietro il consiglio comunale di Pistoia decise di collocare l’ospedale nella zona dell’ex campo di volo. Un’area alla prima periferia della città e vicino alla stazione e allo snodo autostradale. Una collocazione ottimale. Solo che grazie all’azione incessante dei Verdi quella decisione venne quasi subito cambiata. La motivazione fu che nella zona erano presenti delle falde acquifere che avrebbero reso difficile la costruzione. Fu scelta una nuova localizzazione, al posto dell’attuale mercato ortofrutticolo. Una decisione nel merito del tutto assurda anche perché non teneva conto del fatto che la gara di appalto era stata fatta e aggiudicata indicando il sito precedente. Dopo dieci mesi di dibattito e dopo che tutti gli atti relativi erano stati fatti, ecco farsi vivi Martini & Rossi che, di fronte al ricorso della ditta che si era aggiudicata l’appalto per la modifica del sito, impongono al comune di Pistoia di annullare la decisone presa e di tornare ai santi vecchi. L’opposizione di centro destra, invece di chiedere le immediate dimissioni del sindaco, per manifesta incapacità, spreco di denaro e di tempo, attacca la Regione per aver imposto la vecchia ipotesi. Cosa che semmai doveva essere fatta prima visto fra l’altro che il tempo concesso dal governo, per iniziare i lavori, era quasi giunto al termine. La vicenda illustra bene come è amministrata la Toscana: con superficialità, pressappochismo e faciloneria. Viene da chiedersi come può una maggioranza siffatta continuare a vincere le elezioni e addirittura incrementare, voto dopo voto, il proprio consenso. La risposta è raggelante: perché l’opposizione ha rinunciato a vincere. Tirando a vivacchiare nella certezza, tutta da dimostrare, della impossibilità di scalfire il monolite rosso, il centro destra si limita a fare battaglie, quando le fa, su Cuba, il comunismo, la politica internazionale. Argomenti certo importanti ma secondari nell’indirizzare le scelte degli elettori. Insomma anche il centro destra, a forza di sentirselo ripetere, ha finito per credere alla novella che la sinistra in Toscana amministra bene. Eppure basterebbe un po’ di buon senso e un po’ di buona volontà per capire che le cose non stanno assolutamente così. Questa mancanza di incisività e di progettualità politica finisce poi nel allontanare dalla Casa delle Libertà molti elettori potenziali e soprattutto molti persone che potrebbero impegnarsi nelle istituzioni e nei partiti. Ma forse è proprio questo che l’attuale gruppo dirigente del centro destra vuole.
Il “buongoverno” della sinistra
La sinistra amministra bene. i fatti dimostrano il contrario ma a forza di ripetere il concetto anche il centro destra finisce per credere alla novella. Il caso, emblematico, dei nuovi ospedali toscani

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