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Il blabla elettorale rivolto ad una nazione devastata dall’epidemia di droga

In queste primarie i candidati dei due schieramenti sono stati costretti contro voglia ad affrontare questo tema incalzati dalle domande della gente.

di Oscar Bartoli | 7 Febbraio 2016

Siamo 323 milioni di cui piu’ di un terzo obesi con malattie cardiovascolari, diabete sicuro, cancro, problemi di deambulazione e via citando.

Responsabili di questa epidemia sono le industrie del fast food che per reazione danno vita e soldi a nutrizionisti, aziende che producono pasti che fanno dimagrire, pillole, etc.

Ma questa non e’ la sola epidemia che sconvolge la vita degli americani.

L’America e’ sempre piu’ ammalata di droga e in ogni citta’ grande o piccola  muore ogni giorno qualcuno per overdose. Baltimora e’ considerata la capitale della droga.

In queste primarie i candidati dei due schieramenti sono stati costretti contro voglia ad affrontare questo tema incalzati dalle domande della gente. Perche’ il problema dell’epidemia della droga esiste ed e’ tremendo.

Questi grafici si riferiscono solo al 2013, mentre negli ultimi due anni le cifre si sono ulteriormente impennate.

grafico1

Il candidato repubblicano Ted Cruz ha dovuto confessare di avere avuto una tragedia in famiglia: con il padre e’ andato in una crack house a riprendere sua sorella che e’ morta poco dopo. Analoga sorte e’ toccata alla figlia di Carly Fiorina, anche lei candidata alle presidenziali per il GOP.

L’eroina  sta colpendo piu’ i giovani che gli adulti. L’uso di questa droga tra gli americani dai 18 ai 25 anni e’ aumentato del 109 per cento tra il 2004 e il 2013. Per gli americani al disopra dei 26 anni l’aumento e’ stato del 58 per cento.

grafico2

Secondo U.S. News & World Report l’uso di eroina e’ strettamente collegato all’abuso di antidolorifici. La meta’ dei tossici di eroina sono consumatori di pain killer, cioe’ di oppiacei venduti a migliaia di tonnellate in America grazie alle prescrizioni facili di medici senza alcuna remora morale.

Si calcola che un consumatore abituale di antidolorifici sia soggetto piu’ di 40 volte a diventare un drogato di eroina. Le aziende farmaceutiche continuano a fare soldi  e la pubblicita’ per questi prodotti lava il cervello della gente attraverso la televisione.

Negli Stati Uniti l’uso indiscriminato di pain killer e’ diffuso tra i ragazzi di 12 anni senza alcuna necessita’ medica. Il numero di gente che muore per eccesso di assunzione di antidolorifici supera quello dei drogati per eroina e cocaina.

grafico3

In una situazione come questa il teatrino della politica continua ad ignorare i problemi reali della gente, perche’ i repubblicani si guardano bene dall’invocare misure che limitino il consumo dei medicinali oppiacei.

E, per quanto riguarda i democratici, questi, come Bernie Sanders,  trovano piu’ efficace scagliarsi contro Wall Street chiedendo l’aumento della paga minima a 15 dollari all’ora per solleticare i giovani e i nuovi elettori immigrati.

Ma la droga ormai non e’ piu’ un fatto elitario, essa colpisce fasce di popolazione sempre piu’ numerose.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, assunzione, consumatori, fast food, giovani, medici, misure, nazione, primarie, responsabili, soldi, stati uniti, wall street

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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