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Il bipolarismo della piccola Virgin

La danza di assessori, dirigenti e manager intorno al sindaco.

di Carla Ceretelli | 17 Giugno 2018

Ora non si dirà che ce l’abbiamo tutti con lei. Perchè è una donna.

L’abbiamo bellamente ignorata per tanto tempo presi come eravamo da altre faccende nazionali. L’abbiamo lasciata lavorare, come lei chiedeva a gran voce. Mentre la città andava a ramengo. Ma l’abbiamo voluta risparmiare. Ci è parso giusto, dopo che una ventina, a occhio  uomini, e poche donne,  di fiducia e altro,  andavano e venivano dal palazzo. Dal Campidoglio, insomma. Ieri lei  stessa aciutta e sempre più filiforme ma ben truccata e sicura di sè, dal Vespone, diceva due cose con atteggiamnto abbastanza stizzito. Che ce l’hanno  tutti con lei perchè è appunto una donna e che  l’andirivieni di uomini sarebbe stato  composto, secondo media e nemici,  da amanti,  o da tutori. Parole sue.

Ora io, da donna e da mamma quale potrei essere, riconosco che il genere femminile è attaccato parecchio. Che la donna è fragile,  ma alcune donne sono molto molto  mobili. Anche.  Altro che piume al vento. Ma non  pare che quello maschile sia da meno. Da Sivio a Matteo uno Matteo due  Giggino,  ora il Conte.  Insomma tutti quelli che arrivano parecchio in alto e che promettono mari e monti. Al centro dell’attenzione, come divi o esponenti del Grande Fratello o dell’Isola dei famosi.  Ops,  dimenticavo Corona. Non l’alcolista opinionista tuttologo  conclamato, che vien dalla montagna e  che pontifica dai  talk, ma quello  che al momento va per la maggiore e che ci farà trascorrere il periodo estivo in amenità varie raccontandoci le sue prigioni. Con tutto l’affetto da mamma, che un ragazzo, se pur  arrogante e supponente qual è,   merita, in fondo,  per aver scontato in galera  più anni di tanti delinquenti, con morti ammazzati alle spalle, arruolati da camorra o mafia. Capitale o meno.

Ecco , a proposito, ci risiamo. Intanto, per tornare al tema, la piccola sindaco dell’Urbe ha messo le mani avanti e si è presentata al talk più seguito raccontando con fervore che lei non c’entra e che sarà, ormai è stata,   ascoltata come persona informata dei fatti, anche se  casca dalle nuvole e dal pero, a seconda delle circostanze atmosferiche  e delle stagioni. Così come fa da nesci quando il Vespone le chiede se la toponomastica  della sua città, si, proprio la sua, cambierà davvero. Ella spalanca la bocca e dice di non saperne nulla. Di quanto si sta svolgendo nella sua Aula. Proprio quella, in Campidoglio. E non batte ciglio  non sapendo o facendo finta di non sapere quanto  i suoi consiglieri e presumiamo anche la sua giunta siano alterati. eufemisticamente.

«Mmm, mi sorprende! Mi sono allontanata qualche ora fa».  E Vespa replica: «La condivide?».

«Se l’aula ha votato favorevolmente, credo assolutamente di sì insomma».

E poi aggiunge: «Se il provvedimento è passato, i consiglieri si sono determinati e vogliono comunque intitolare la strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell’Aula che è sovrana. È come il Parlamento».

E dove posta tutto ciò? ma su FB, che diamine. Aggiungendo che «Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma».

Francamente è troppo.  Lo stress  da primo cittadino gioca brutti scherzi.

E segna così un record: per la prima volta un politico riesce a smentirsi da solo nel momento stesso in cui dice una cosa.

 

E del neoministro della Giustizia e quello dei rapporti col Parlamento che avrebbero presentato e raccomandato, nooo in senso buono,  Lanzalone, uomo di punta dell’ennesima indagine romana, al Sindaco,  ne vogliamo parlare? No, meglio soprassedere. Perchè siamo tutti garantisti e tutto è secretato e non abbiamo letto le carte. Sì, quelle famose. Se l’indagine non fosse riservata  sapremmo anche il colore…. bip.

Intanto  Il nostro  Conte e  l’uomo En marche parlano di istituire hotspot in Africa, potenziare Frontex, riformare Dublino. Grazie alla vociaccia del Ministro dell’Interno, piaccia o non piaccia.

Creare hotspot per esaminare le richieste di asilo significa ammettere, direi finalmente ma con angustia,  che gli Uffici Consolari sono inutili. Ma se tutto ciò serve a qualcosa, ben venga.

Chi mette piede in Italia mette piede in Europa, tuona il prof con voce greve e fumosa, quasi salviniana.  Ohibò, ma sapete che non ci avevo mai pensato. Certo, lui è un accademico, qualcosa in più saprà.

(Si dice anche che ci riporterà indietro la Monna Lisa,  ma non vi illudete,  non c’è nulla di certo ehh).

Per decenni a nessuno era venuto in mente. Peccato che da decenni le frontiere non ci sono più e l’EU è unita.

Quelle frontiere riapparse come ectoplasmi  con l’afflusso migratorio. Considerato eccessivo.  Ora,  vero che c’erano accordi trattati e convenzioni, Dublino un due tre.. e compagnia cantante. Ma l’Europa è una e una frontiera a Ventimiglia, prendendone una a caso,  è vomitevole.  Dal francese vomir, per chi nega l’evidenza. Ma Emmanuel prende le distanze da En marche, dal portavoce,  e si cancella tutto con la gommapane.  Multiuso. Ma va bene così.

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bipolarismo, campidoglio, europa, italia, monti, parlamento, roma

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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