Ora non si dirà che ce l’abbiamo tutti con lei. Perchè è una donna.
L’abbiamo bellamente ignorata per tanto tempo presi come eravamo da altre faccende nazionali. L’abbiamo lasciata lavorare, come lei chiedeva a gran voce. Mentre la città andava a ramengo. Ma l’abbiamo voluta risparmiare. Ci è parso giusto, dopo che una ventina, a occhio uomini, e poche donne, di fiducia e altro, andavano e venivano dal palazzo. Dal Campidoglio, insomma. Ieri lei stessa aciutta e sempre più filiforme ma ben truccata e sicura di sè, dal Vespone, diceva due cose con atteggiamnto abbastanza stizzito. Che ce l’hanno tutti con lei perchè è appunto una donna e che l’andirivieni di uomini sarebbe stato composto, secondo media e nemici, da amanti, o da tutori. Parole sue.
Ora io, da donna e da mamma quale potrei essere, riconosco che il genere femminile è attaccato parecchio. Che la donna è fragile, ma alcune donne sono molto molto mobili. Anche. Altro che piume al vento. Ma non pare che quello maschile sia da meno. Da Sivio a Matteo uno Matteo due Giggino, ora il Conte. Insomma tutti quelli che arrivano parecchio in alto e che promettono mari e monti. Al centro dell’attenzione, come divi o esponenti del Grande Fratello o dell’Isola dei famosi. Ops, dimenticavo Corona. Non l’alcolista opinionista tuttologo conclamato, che vien dalla montagna e che pontifica dai talk, ma quello che al momento va per la maggiore e che ci farà trascorrere il periodo estivo in amenità varie raccontandoci le sue prigioni. Con tutto l’affetto da mamma, che un ragazzo, se pur arrogante e supponente qual è, merita, in fondo, per aver scontato in galera più anni di tanti delinquenti, con morti ammazzati alle spalle, arruolati da camorra o mafia. Capitale o meno.
Ecco , a proposito, ci risiamo. Intanto, per tornare al tema, la piccola sindaco dell’Urbe ha messo le mani avanti e si è presentata al talk più seguito raccontando con fervore che lei non c’entra e che sarà, ormai è stata, ascoltata come persona informata dei fatti, anche se casca dalle nuvole e dal pero, a seconda delle circostanze atmosferiche e delle stagioni. Così come fa da nesci quando il Vespone le chiede se la toponomastica della sua città, si, proprio la sua, cambierà davvero. Ella spalanca la bocca e dice di non saperne nulla. Di quanto si sta svolgendo nella sua Aula. Proprio quella, in Campidoglio. E non batte ciglio non sapendo o facendo finta di non sapere quanto i suoi consiglieri e presumiamo anche la sua giunta siano alterati. eufemisticamente.
«Mmm, mi sorprende! Mi sono allontanata qualche ora fa». E Vespa replica: «La condivide?».
«Se l’aula ha votato favorevolmente, credo assolutamente di sì insomma».
E poi aggiunge: «Se il provvedimento è passato, i consiglieri si sono determinati e vogliono comunque intitolare la strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell’Aula che è sovrana. È come il Parlamento».
E dove posta tutto ciò? ma su FB, che diamine. Aggiungendo che «Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma».
Francamente è troppo. Lo stress da primo cittadino gioca brutti scherzi.
E segna così un record: per la prima volta un politico riesce a smentirsi da solo nel momento stesso in cui dice una cosa.
E del neoministro della Giustizia e quello dei rapporti col Parlamento che avrebbero presentato e raccomandato, nooo in senso buono, Lanzalone, uomo di punta dell’ennesima indagine romana, al Sindaco, ne vogliamo parlare? No, meglio soprassedere. Perchè siamo tutti garantisti e tutto è secretato e non abbiamo letto le carte. Sì, quelle famose. Se l’indagine non fosse riservata sapremmo anche il colore…. bip.
Intanto Il nostro Conte e l’uomo En marche parlano di istituire hotspot in Africa, potenziare Frontex, riformare Dublino. Grazie alla vociaccia del Ministro dell’Interno, piaccia o non piaccia.
Creare hotspot per esaminare le richieste di asilo significa ammettere, direi finalmente ma con angustia, che gli Uffici Consolari sono inutili. Ma se tutto ciò serve a qualcosa, ben venga.
Chi mette piede in Italia mette piede in Europa, tuona il prof con voce greve e fumosa, quasi salviniana. Ohibò, ma sapete che non ci avevo mai pensato. Certo, lui è un accademico, qualcosa in più saprà.
(Si dice anche che ci riporterà indietro la Monna Lisa, ma non vi illudete, non c’è nulla di certo ehh).
Per decenni a nessuno era venuto in mente. Peccato che da decenni le frontiere non ci sono più e l’EU è unita.
Quelle frontiere riapparse come ectoplasmi con l’afflusso migratorio. Considerato eccessivo. Ora, vero che c’erano accordi trattati e convenzioni, Dublino un due tre.. e compagnia cantante. Ma l’Europa è una e una frontiera a Ventimiglia, prendendone una a caso, è vomitevole. Dal francese vomir, per chi nega l’evidenza. Ma Emmanuel prende le distanze da En marche, dal portavoce, e si cancella tutto con la gommapane. Multiuso. Ma va bene così.
Carla Ceretelli

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