
Con la fiducia della Camera dei Deputati al Governo di Mario Monti si apre una pagina nuova. Adesso la classe dirigente di questo Paese deve mostrare i fatti, non solo le promesse. La crisi non è italiana, è globale e pur in un quadro di grande difficoltà l’Italia ha tutte le carte in regola per giocarsela. Ma non possiamo perdere altro tempo. Lo so, la composizione del governo lascia sullo sfondo tanti temi di indubbio interesse: il rapporto tra politica e tecnocrazia; tra economia e società civile; tra classe dirigente allargata e eletti dal popolo. Sono temi reali, su cui avremo tempo di entrare nel merito e di approfondire. Per adesso, però, c’è solo da correre, facendo presto e facendo bene.
Non so se la politica abbia fallito come sostengono in tanti: sicuramente questi politici hanno fallito. Il certificato di rottamazione è arrivato dalla creazione di un governo tecnico di larghe intese. Se i leader avessero fatto il proprio mestiere, come molti di noi sognavano e chiedevano, oggi non saremmo qui. Ma prima di lamentarsi della situazione i signori parlamentari votino le riforme necessarie a tirarci fuori dalle sabbie mobili in cui ci troviamo. Dopo ci sarà tempo per discutere di tutto ed ascoltare tutte le lamentazioni esistenziali sul primato della politica.
In molti mi scrivono: “Matteo, e adesso? Il Big Bang della Leopolda va avanti?”
Certo che sì. Più decisamente di prima. Abbiamo avuto il coraggio di porre nel dibattito politico una radicale novità: si parlava solo di come fare le primarie e le coalizioni, dell’alleanza di Vasto e degli equilibri dei poli. Noi abbiamo parlato dei problemi e delle soluzioni, indicando alcuni temi concreti: il tema ha suscitato grandi risposte segno di una volontà molto presente (solo negli ultimi giorni 5.423 persone, fra mail e commenti al sito, ci hanno inviato delle proposte), segno della volontà dei cittadini di tornare ad occuparsi di cose serie. Nel mio cuore tuttavia spero che i 100 punti indicati dai relatori di Firenze invecchino il prima possibile. Spero cioè che il nuovo esecutivo renda superflui la maggior parte dei nostri propositi, realizzandoli concretamente. Questo aprirebbe uno spazio totalmente nuovo per l’Italia, uno scenario suggestivo e intrigante. E dando a chi crede nel valore dell’impegno politico l’occasione di una sfida affascinante. Ci attrezzeremo organizzando molti eventi diversi in tutto il Paese, a partire dai primi mesi del 2012. Fin dalle prossime settimane il sito www.bigbangitalia.it racconterà nel dettaglio tutte le novità alle quali stiamo lavorando, dalla sede fisica di via Martelli a Firenze fino agli spazi virtuali di discussione della rete e non solo.
Il mio augurio al Governo Monti? Che faccia bene. Non solo perché non ci sono alternative. Ma anche perché se il Governo Monti farà bene, l’Italia smetterà di essere un problema e tornerà a essere una ricchezza. E prima di essere un sindaco, un democratico, un riformista, io sono un cittadino del mondo orgoglioso di essere italiano: quindi faccio il tifo per il mio paese.
Spero che il Governo Monti sia forte in modo da poter fare le riforme che l’Europa ha chiesto all’Italia. Ma spero anche che sia talmente autorevole da indicare all’Europa che ci sono riforme di cui si parla troppo poco: sono le riforme delle istituzioni europee, non più rinviabili. Un’Europa più democratica, dove cambi il ruolo della Banca Centrale Europea e dove la grande visione unitaria non sia ostaggio degli interessi di bassa lega dei leader nazionali.
Lo so, lo so: è un discorso lungo e complesso. Ma, non so se suoni come una promessa o una minaccia, lo riprenderemo.

Bene Matteo, ora fai qualcosa.