Nicola, hai chiesto ai lettori di Pensalibero di devolvere il 5% dell’IRPEF alla Fondazione Filippo Turati di cui sei presidente. Perché?
Per aiutare le categorie svantaggiate, gli anziani e i malati dei quali si occupa la Fondazione.
In che modo?
Attraverso i suoi Centri Socio-sanitari, dove ogni giorno gli operatori assistono gli anziani, i cerebrolesi, i malati di Alzheimer, i bisognosi di cure e di riabilitazione, mettendo in pratica l’imprescindibile dovere del rispetto della persona.
Una realtà cresciuta quella della Fondazione Turati, creata da tuo fratello Antonio nel 1965…
Moltissimo. Oggi la Fondazione ha quattro strutture: a Pistoia, Gavinana, Vieste, Zagarolo. Ogni struttura ha settori dedicati a residenze assistite per anziani, a centri di riabilitazione neurologica e traumatologica, ambulatori. Operiamo in un settore tradizionalmete riservato alla meritoria attività di istituzioni religiose. Noi siamo uno dei pochi esempi di presenza laica, in Italia, in questo campo dove siamo riusciti a farci conoscere ed apprezzare.
Antonio Cariglia, scomparso pochi mesi fa, è stato l’iniziatore della lunga attività della Turati (quasi cinquanta anni) e l’ha presieduta ininterrottamente dalla nascita. Come l’ha influenzata?
Grazie alla sua grande esperienza a livello internazionale ed alle sue frequentazioni con i leaders delle grandi socialdemocrazie europee fece si che i Centri sociosanitari della Fondazione Turati si ispirassero ai più moderni e avanzati criteri sanitari e assistenziali. Perché, come ricordava a tutti noi, “le opere più che le parole testimoniano la solidarietà e l’amore verso il prossimo”.
Dunque, con il cinque per mille….
Si potranno aiutare le migliaia e migliaia di persone che ogni anno si rivolgono ai Centri della Fondazione Turati per cure, assistenza, soggiorni. Chi desidera farlo dovrà:
– Firmare nel riquadro dedicato alle Organizzazioni NON Lucrative (Onlus)
– Scrivere il Codice Fiscale della Fondazione Filippo Turati Onlus : 8000 115 04 75
A cura di Claudio Tirinnanzi

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