Ricorre quest’anno il 150° anniversario di nascita di Salvemini, che fu fra i più inflessibili difensori delle Istituzioni democratiche. Nelle convulsioni nazionaliste successive alla prima guerra mondiale fu fra i pochi ( con Ferruccio Parri) a sostenere il diritto di popoli slavi dell’Adtiatico ad avere una propria identità di nazione. Furono perciò sbeffeggiati dai nazionalisti che ne storpiarono i nomi in Slavemini e Fessuccio Parri. Fu maestro di Ernesto Rossi e dei fratelli Carlo e Nello Rosselli. Non volendo sottostare alla dittatura rinunciò alla cattedra alla Università di Firenze e si recò in esilio. Durante la seconda guerra mondiale fondò la MAZZINI society per coordinare la attività degli antifascisti italiani esuli negli USA.
Riproponiamo in lettura due articoli di Mario Barnabé, pubblicati in precedenza da Pensalibero: Gaetano Salvemini e i quaderni di Giustizia e Libertà: “L’imparzialità è un sogno, la probità un dovere” e 24/9/1939: nasce negli USA la Mazzini Society

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